L’ACTROS DI OGGI
La ProCabin ha visto la luce ufficialmente nell’autunno del 2023, portata al debutto dall’eActros 600. Solo nella primavera successiva è approdata anche sui modelli termici della Mercedes-Benz Truck. Ma in realtà si era già intravista nella preview dell’Iaa 2022, allorché la Casa della Stella stava per svelare al mondo il suo primo trattore da lungo raggio a batterie, che all’epoca si chiamava ancora eActros LongHaul.

Peccato che, poi, ad Hannover quello in pedana sotto i riflettori mantenesse ancora molti tratti della cabina già nota e assai pochi, invece, della vera ProCabin. Quest’ultima, infatti, entrerà in regolare produzione solo a fine 2024 per consegne a partire dall’anno dopo. Nel mentre, l’eActros 600 mette a punto le sue batterie Lfp (litio-ferro-fosfato) e, soprattutto, il nuovo assale di trazione eAxle con due motori elettrici e un cambio a quattro marce integrati con il differenziale.
Di pari passo si evolve l’elettronica di bordo, con il Multimedia Cockpit Interactive 2 che porterà vantaggi a tutti gli Actros, a prescindere dall’alimentazione a corrente o a gasolio.
Ma andiamo con ordine
Il varo della ProCabin è avvenuto soprattutto grazie alle deroghe sulle lunghezze massime degli autoarticolati concesso dall’Unione europea a tutti i veicoli che avrebbero sfruttato questa sorta di bonus a chi lo avrebbe sfruttato per ridurre le emissioni di CO2 e per migliorare la sicurezza. È così che l’Actros allunga il “naso” di 80 millimetri e va ad assumere quella forma levigata che lo caratterizza ancora oggi.

Non dovendo, all’inizio, soddisfare le necessità di raffreddamento dei motori termici, la ProCabin non ha nemmeno le prese d’aria del radiatore che caratterizzano tutti i camion da che sono stati inventati alla fine dell’Ottocento. A prescindere dal personalissimo gusto estetico, l’ammiraglia Mercedes-Benz per il lungo raggio, porta a casa un 3% in meno di consumo grazie alla nuova aerodinamica, il che significa anche una pari riduzione dell’anidride carbonica emessa; senza contare la maggiore protezione dell’autista in caso di incidenti frontali e una migliore tutela degli utenti deboli della strada nella malaugurata ipotesi di un impatto con il frontale del camion, proprio grazie all’aumentata zona di assorbimento degli urti.
Nel complesso il coefficiente di penetrazione dell’Actros migliora di quasi il 10 %, però il merito è anche della miglior profilatura degli spoiler e dei deflettori, oltre alla sigillatura quasi perfetta di tutte le fessure che creano vortici e distacco della vena fluida nella colonna d’aria che investe la cabina in corsa. La stessa cura ricevono le minigonne laterali, così come il sottoscocca che ora è quasi del tutto carenato.
Cambia completamente il paraurti, per ospitare i nuovi fari a led, con le luci diurne a forma di parentesi che incorniciano la parte inferiore del veicolo e racchiudono le ottiche principali (con l’opzione degli anabbaglianti a matrice di led), luci di svolta e gli indicatori di direzione dinamici. Dietro questi ultimi è stata decentrata la parte del radar sulla fiancata che vigila verso l’area posteriore laterale del camion, così l’altra metà che è posizionata dietro la ruota e guarda in avanti si è ridotta in dimensioni, sporcando meno la linea della fiancata.
Dove va a finire
Oggi la ProCabin completa sia i trattori eActros 600 che l’Actros L diesel, con la differenza che l’elettrico è disponibile solo nel passo da quattro metri, mentre l’altro può contare pure sulle misure più corte 3,7 e 3,9. Le varianti di tetto sono, invece, Stream, Big e GigaSpace, invariabilmente larghe e a pavimento piatto Flat Floor; non è prevista, infatti, una ProCabin stretta a due metri e trenta (soluzione, peraltro, ormai abbandonata dalla maggior parte dei competitor).
Ne deriva che la configurazione degli spazi inferiori è identica per tutte e tre, con due spaziosi vani porta bagagli/attrezzi accessibili tanto dall’esterno quanto dall’interno (sollevando il letto principale). Sul lato sinistro c’è, poi, un ulteriore comparto sopra al passaruota per altre utilità; vano che manca, invece, sul lato opposto perché lo stesso volume è occupato dal filtro dell’aria per il motore termico.
A proposito di motori l’eActros 600 ne ha due sincroni integrati nell’eAxle posteriore per una potenza di picco pari a 600 kW (816 CV), mentre quella continua è di 400 kW (544 CV). Lui di aria non ne ha bisogno, ma di energia sì: la trova nelle tre batterie da 621 kWh installati, di cui 600 effettivamente utilizzabili, che trasversalmente occupano lo spazio fra i due assi (ecco perché questi ultimi sul trattore sono distanziati di ben quattro metri). La scelta dei 6 cilindri diesel è molto più variegata, potendo contare su tre unità da 10,7 o 12,8 o 15,6 litri; per potenze che attaccano a 326 CV e arrivano a 625.
Interfaccia uomo macchina
Il cruscotto digitale, che arriva con l’Actros 5 del 2018, con la ProCabin diventa il Multimedia Cockpit Interactive 2, concepito per favorire l’interfaccia uomo-macchina, la gestione del veicolo e la sua connessione con azienda, officina e casa madre. La strumentazione è in un display da 12 pollici e la si “scrolla” con il tasto a sfioramento sulla razza sinistra del volante, comando utilizzabile anche per verificare i sistemi di assistenza attivi.
Sulla razza opposta del volante, invece, ci sono i comandi dell’altro display (peraltro anche multi-touch) dell’infotainment; sempre da qui si gestiscono le prese di forza, il navigatore, il clima e il Mercedes-Benz App Portal per la visualizzazione degli ordini di trasporto. Adesso ci sono anche i comandi vocali avanzati e gli avvisi di traffico che il camion riceve e condivide con gli altri veicoli circolanti. Il software di controllo, poi, si autoaggiorna Over-The-Air senza necessità di fermi macchina. Le applicazioni Remote 3 e Truck Live permettono di controllare il veicolo da remoto in tutti i suoi aspetti.
Guida autonoma sempre più vicina
Oggi l’Actros si guida quasi da solo, benché la responsabilità resti ancora saldamente nelle mani dell’autista, a cominciare dal volante che non si può “mollare” se non per qualche istante. Era già così dal 2018, ma adesso il sistema è molto più sofisticato e ragiona tenendo conto di più parametri. Cruciale è stata l’integrazione del cruise control con la mappa altimetrica della strada, poi associata alla conformazione del percorso (curve, rotonde, incroci) e, quindi, con la correzione attiva dello sterzo. Cosa che fece guadagnare all’Actros, primo fra i camion, il secondo livello nella classificazione della guida autonoma.
Altro pilastro verso la guida autonoma è la frenata automatica d’emergenza, ribattezzata alla Daimler Truck ABA. Ora è giunta all’evoluzione 6 Plus, il più recente automatismo di allarme e azione che previene gli incidenti derivanti dall’incrocio della traiettoria del camion con quella degli altri utenti della strada, specie i più deboli.
Nel frattempo sull’Actros anche il controllo della stanchezza dell’autista è diventato di tipo diretto con monitoraggio dello sguardo e non più basato sui movimenti dello sterzo. Tutto questo va sotto il nome di Active Drive Assist 3. Insomma, a 130 anni dal primo camion con la Stella e dopo 30 anni di carriera, l’alfiere di Mercedes-Benz è ancora al top nella tecnologia al servizio di tutti gli utenti della strada, da chi lo guida ai più vulnerabili.
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