THE GAMECHANGER
È stato lo spartiacque del camion moderno, segnando un prima e un dopo nell’evoluzione della specie: da veicolo forzuto a mezzo intelligente. Ripercorriamone la storia attraverso le sei generazioni
AL SORGERE DI UNA NUOVA STELLA
Era l’autunno del 1996 quando, al Salone di Hannover, la Mercedes-Benz svelava al mondo il suo gioiello: l’Actros. Nome di fantasia, nato dalla crasi del verbo “agire”, Act in inglese, unito al suffisso “os” che in greco sta per “come”. Ma questa è solo una delle possibili interpretazioni, di sicuro Actros è una parola dinamica che ben si sposa con le attitudini del neonato camion pesante della Stella.
Non spunta dal nulla, da che prende il testimone dal Mercedes-Benz SK che ha dominato la scena europea del truck dal 1988 al 1995, peraltro evolvendo i concetti già espressi dalla serie NG, cioè New Generation, che avevano traghettato il marchio tedesco nell’era moderna del trasporto merci. L’Actros fa tesoro della loro eredità, portandola però a un livello decisamente superiore e mai visto prima su un camion pesante.
La meccanica verte ancora sui motori a V che già si conoscevano, tuttavia dal passato ereditano solo l’architettura a 6 oppure 8 cilindri su due bancate a 90°, perché con la serie OM 500 i diesel Mercedes sono assai diversi da quelli che li hanno preceduti (nella prossima puntata l'approfondimento sulla tecnica). È la prima volta che l’elettronica entra massicciamente su un camion, a controllare non solo motore e cambio, bensì l’intero veicolo, a cominciare dai freni integralmente a disco e con Ebs. Con tutto questo bagaglio di chip che si porta appresso, l’Actros comincia a badare, oltre che alle prestazioni, alla sicurezza: dall’Esp, controllo elettronico antisbandamento, all’allerta per l’abbandono di corsia. Arriveranno a cavallo del nuovo millennio, appena prima della seconda serie.



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MP2, TENDENTE AL GREEN
L’Actros si rifà il look nel 2002, dopo sei anni di vita, con una nuova plancia e una messa a punto generale, volta soprattutto a migliorarne l’affidabilità elettronica. Tuttavia è ormai chiaro che la sola meccanica non basta più a governare le nuove funzioni che un camion dovrà portare in dote per offrire maggiore sicurezza e per rispettare i sempre più stringenti limiti sulle emissioni inquinanti. Un passaggio obbligato per tutti i costruttori, che la Mercedes-Benz supera in largo anticipo sui tempi, facendo ancora una volta da apripista.
L’alfiere della Stella sarà di nuovo il primo a introdurre
la frenata automatica d’emergenza Aba (presto un approfondimento su tutti gli ABA), mentre dal punto di vista puramente meccanico, la versione MP2 si segnala per l’upgrade del V6 più prestante da 428 a 456 CV. È il segnale che il futuro dei propulsori si va focalizzando sui 12/13 litri, anche perché c’è da fare i conti con le normative Euro di volta in volta più impegnative. Se l’MP1 (denominazione postuma, nata solo per distinguerlo dal successivo) ci aveva lasciati in Euro 3, ecco che l’Actros adesso si prepara già agli step successivi e lo fa sposando fin da subito la tecnologia Scr (ne riparleremo in un prossimo collegamento tecnico).
Lo conferma il listino Mercedes-Benz che fin da subito propone, con sovraprezzi più che ragionevoli, entrambe le versioni. L’MP2 sarà anche la serie su cui verranno proposte numerose ed eclatanti Limited Edition, ma a queste dedicheremo un capitolo a parte (non perdetevi la puntata dedicata a tutti gli special).




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MP3: L'ETA' DELLA MATURITA'
Come sempre le serie speciali chiudono un epoca per preannunciare quella successiva. Siamo nel 2008 quando arriva il secondo restyling dell’Actros: meno caratterizzato esteticamente, da fuori si distingue per i listelli più larghi e distanziati della mascherina, oltre che per la visiera parasole in due parti separate da un profilo metallico. I motori erano già maturati con gli ultimi MP2, con il V6 a farla sempre più da padrone: parte ancora dai 313 CV del 1832, ma adesso si spinge fino a 476 del 1848, diventando la scelta preferita dai trasportatori continentali. Mentre il V8 da 16 litri si declina nelle tre potenze superiori: 510, 550 e 600 CV (i 612 CV della Black Edition MP2 resteranno un’eccezione).
Il cambio Powershift, invece, che era apparso nel 2006 come opzione dell’ancora sincronizzato Telligent, diventa di serie e lo sostituisce completamente. È, insomma, l’età della maturità per l’Actros che comincerà a diffondersi anche nei mercati emergenti, come India, Cina e Brasile. Escalation che sarà celebrata con un tour promozionale attraverso tutta l’Europa, specie dell’Est con le appena integrate Repubbliche baltiche (in molte tappe con noi giornalisti alla guida).
Sarà proprio l’MP3 a traghettare la Mercedes-Benz attraverso tutta l’era Euro 5,mentre l’erede già sta “sgomitando” per rilanciarne l’immagine negli anni a venire. Infatti, cominciano a spuntare le immagini del veicolo camuffato, dal Circolo Polare in inverno alla Sierra Nevada in estate, durante i test in condizioni estreme (prossimamente parleremo dell’importanza del testing).




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MP4, UN'ALTRA STORIA
Il passaggio del testimone dall’MP3 al modello successivo avviene nel 2011. Quello della quarta generazione è un Actros completamente diverso, che non ha nulla da spartire con la serie precedente, se non l’ambizione di rialzare l’asticella dell’evoluzione del camion: tutto nuovo, dalla cabina ai motori. Tanto che per un bel po’ lo si chiamerà, a buon titolo, New Actros. Non potrà essere dirompente come lo fu quello del ’96, perché nel frattempo pure la concorrenza ha… imparato tanto. E proprio da lui! Ripetersi ulteriormente è sempre difficile, eppure la Mercedes-Benz ci riesce e sforna una cabina totalmente inedita.
Che poi non è affatto una sola, ma si declina in ben sette varianti fra larghe e strette, alte e superibassate, Stream, Big e persino Gigaspace, a pavimento piatto o con il tunnel più o meno sporgente. Insomma, c’è solamente l’imbarazzo della scelta per l’abitacolo. E sotto? Addio ai gloriosi V6/V8, arriva la piattaforma Hdep varata qualche anno prima insieme ai cugini americani Detroit Diesel: solo motori a sei cilindri in linea.
L’Actros debutterà con il 13 litri OM 471 tarato fino a 510 CV. Previsto inizialmente anche in variante Euro 5, sarà in realtà con l’Euro 6 a farsi conoscere e comprare in tutta Europa. E che numeri: nel 2016 l’Actros taglia il traguardo del milione di esemplari! Merito anche degli altri sei cilindri che arriveranno già dal 2012: i 10,5 litri OM 470 e i 15,6 litri OM 473. (sempre nella prossima puntata, tecnica e tabelle).




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ACTROS & CO
La gamma a questo punto si è talmente allargata da giustificare lo spinoff dei cava-cantiere che assumeranno la denominazione Arocs, così come quelli con le cabine strette e corte per la distribuzione si chiameranno Antos (almeno fino al 2020). Si affina ulteriormente la frenata automatica d’emergenza Aba3. Il nuovo Actros è nato dopo migliaia di ore in galleria del vento ed è il primo camion a vantare un’aerodinamica attiva, con la presa d’aria frontale parzializzabile per non perdere un grammo di efficienza.
C’è anche il Powershift3, già predisposto per lavorare in accoppiata con il Ppc, predictive powertrain control, il sistema che vede le salite e le discese in anticipo e regola l’andatura nel modo più opportuno (prossimo approfondimento tecnico).
Insomma, dopo il cruise control, prima normale e poi adattivo, è un’ulteriore passo verso la guida automatica. Non a caso al Salone di Hannover del 2014 spunta Mercedes Future Truck 2025 che si guida da solo. Merito dell’Highway Pilot che, pur se non in maniera così completa, ricadrà presto nella produzione di serie. Nello stesso anno, con meno enfasi, appaiono anche gli Actros SLT destinati ai trasporti eccezionali.
Tuttavia la mossa più dirompente è rappresentata dall’Urban eTruck dell’IAA di due anni dopo (2016) un Actros a tre assi da distribuzione con la faccia del Future Truck ma alimentato a batterie: è partita la rivoluzione elettrica e la Mercedes-Benz è ancora una volta capofila della svolta.




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MP5, ANZI NO: SOLO 5
All’Iaa di Hannover 2018, l’Actros “batte un cinque” sebbene non sarà mai riconosciuto ufficialmente come MP5. La digitalizzazione del camion di cui è stato protagonista fin dalla nascita, finora era rimasta abbastanza nascosta nell’impianto elettrico Can/Bus: adesso invece si vede, eccome! Via gli specchi retrovisori: arrivano le mirrorcam, il segno più tangibile di un camion futurista. Via pure la strumentazione a lancette, spunta il display Lcd da 12,3 pollici a cui se ne abbina un secondo centrale da 10,2 per l’infotainment: è la smaterializzazione del cruscotto tradizionale, sulle orme di quanto stava accadendo sulle berline della Stella, dalla classe C in su.
Nel frattempo per pesanti di linea continentali si arriva a capire che la motorizzazione più richiesta non andrà più nella direzione del downsizing profetizzata dalle unità da 10/11 litri, né in quella da 15/16 da tempo riservata a impieghi particolari: così l’OM 471 che aveva debuttato insieme al nuovo Actros nel 2011 si conferma l’asse portante dell’offerta per il lungo raggio. Nel frattempo agguanta i 530 CV come taratura di punta e, pur fedele al mix Egr più Scr nella strategia di lotta alle emissioni, va a ridurre la percentuale di ricircolo e la compensa con una maggior catalisi selettiva nella marmitta.
I motori piccoli OM 470 da 10,7 litri rimangono per le versioni dove anche i loro 100 chili in meno rispetto ai 13 litri possono fare la differenza; viceversa gli OM 473, peraltro all’epoca gli unici diesel turbocompound da camion nell’intera produzione mondiale si ritagliano il loro spazio negli impieghi super heavy duty: dagli eccezionali agli off-road più specializzati, di fatto nel territorio degli Arocs più che degli Actros. Ma il dominio assoluto del diesel sta per essere messo in discussione dall'arrivo degli elettrici: si comincia coi carri a due assi.




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L'ACTROS DI OGGI
Nel 2020 il Covid costringe tutti a casa, sicché l’IAA, tradizionale vetrina delle novità di Mercedes-Benz, salta un giro. Tuttavia l’Actros non smette di guardare avanti e, non contento di essere arrivato alle versioni da distribuzione a batterie, si spinge oltre. Molto oltre, fino a immaginarsi camion da lungo raggio a trazione elettrica. E nemmeno con una sola alimentazione, bensì addirittura due! Il più eclatante è il GenH2, trattore fuel cell da 1.000 chilometri di autonomia. L’altro si accontenta (si fa per dire) di accumulatori a litio, ma in quantità tale da garantire circa 600 chilometri fra una ricarica e l’altra: non a caso si chiama eActros600.
Sono due prototipi, spinti però dal medesimo motore elettrico in blocco con il ponte posteriore. Sono così avanti che terranno la scena anche due anni dopo, quando i “fratellini” eActros 300 e 400, approdano alla produzione di serie. La fisionomia, trazione green a parte, è dell’Actros 5 con le mirrorcam del 2018, anche se nel frattempo l’Europa ha concesso un allungamento della sagoma limite per i mezzi pesanti, purché la lunghezza extra venga sfruttata dai costruttori per migliorarne la sicurezza e l’efficienza.
È in pratica il capitolato per la ProCabin, ovvero la concretizzazione di quel Future Truck a guida autonoma che con dieci anni d’anticipo si fregiava del suffisso 2025: è l'ennesima conferma che Mercedes-Benz, ormai Daimler Truck, ci ha sempre visto lontano. Oggi la proCabin è applicata tanto alle versioni elettriche eActros 600 quanto ai tradizionali modelli termici Actros L. E siamo ai giorni nostri, dopo poco meno di due milioni di esemplari diffusi fino in Australia, Brasile, Russia e Sudafrica. Buon trentesimo compleanno, campione!




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