Mercato veicoli trainati: a marzo +12,2%
Secondo le proiezioni elaborate dall’area statistica dell’UNRAE, basate sulle rilevazioni ufficiali del MIT, il settore dei mezzi rimorchiati ha chiuso il mese di marzo 2026 con segno positivo.
Nello specifico, il comparto dei rimorchi e semirimorchi (con portata oltre le 3,5 tonnellate) ha visto le nuove immatricolazioni salire a 1.290 unità, segnando un progresso del 12,2% rispetto ai 1.150 veicoli registrati nello stesso periodo dell'anno scorso.
Questo slancio si riflette anche sul bilancio complessivo del primo trimestre 2026: con 3.689 mezzi messi su strada contro i 3.410 dell'anno precedente, il mercato cresce dell'8,2%. Tale incremento è dovuto principalmente allo smaltimento dei numerosi ordini accumulati durante il 2025, che stanno trovando ora concreta finalizzazione.
“Nonostante i segnali positivi registrati dal mercato nel corso del primo trimestre, occorre ricordare che il parco veicoli trainati italiano si colloca tra i più vetusti nel contesto europeo, con un'età media di 17,5 anni. Mantenendo gli attuali ritmi di rinnovo, sarebbero necessari quasi 35 anni per completarne la sostituzione: un dato che rende evidente la necessità di interventi strutturali e tempestivi”, ha detto Michele Mastagni, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di UNRAE.“Lo stanziamento pluriennale previsto dal Governo per incentivare l’adozione di veicoli di ultima generazione rappresenta un segnale apprezzabile e atteso per sostenere il comparto. Auspichiamo che il relativo Decreto attuativo venga adottato in tempi rapidi, al fine di consentire alle imprese una pianificazione degli investimenti fondata su basi certe e poter registrare i primi effetti concreti già nel corso di quest’anno”.
In merito agli autoarticolati allungati, UNRAE ribadisce l’auspicio di un aggiornamento del Regolamento esecutivo del Codice della Strada, che darebbe attuazione alla modifica normativa già introdotta dal D.L. n. 121/2021, estendendo la lunghezza massima consentita per gli autoarticolati a 18,75 metri.
"Autorizzare la circolazione di autoarticolati fino a 18,75 metri non costituisce una misura straordinaria, bensì un necessario allineamento alle misure già previste dal Codice della Strada, in linea con gli standard già adottati con successo in numerosi Paesi europei. I benefici attesi sono significativi: una effettiva riduzione delle emissioni di CO₂, una diminuzione della congestione autostradale e - non ultimo - un contributo concreto al contenimento della carenza di conducenti nel settore dell’autotrasporto”, ha concluso Mastagni.


