Veicoli industriali: flessione dell'1,04% a maggio 2026
Il mercato italiano dei veicoli industriali evidenzia a maggio 2026 una persistente debolezza strutturale, registrando 2.386 nuove immatricolazioni e una flessione dell'1,04%.
Questo risultato rappresenta il secondo segno meno consecutivo dopo la contrazione di aprile, riducendo progressivamente la spinta positiva accumulata nei mesi precedenti.
Sebbene il bilancio complessivo dei primi cinque mesi dell'anno rimanga in territorio positivo con 11.959 unità piazzate, l'incremento cumulato rallenta, segnalando che il recupero registrato all'inizio dell'anno si sta progressivamente esaurendo.Il dato più rilevante emerge dal netto rifiuto del mercato nei confronti delle motorizzazioni alternative, con i veicoli elettrici che non riescono a superare la soglia critica dell'1% della quota mensile, fermandosi allo 0,75%.
La forte diffidenza verso la transizione ecologica si lega all'attesa per l'evoluzione normativa a livello comunitario. In questo scenario si inserisce il documento presentato dall'europarlamentare Massimiliano Salini per i veicoli leggeri, una proposta che potrebbe scardinare l'obbligo del solo elettrico introducendo un'apertura concreta ai carburanti rinnovabili ed equiparando i mezzi Euro 7 alimentati con combustibili green ai veicoli a zero emissioni. Anche se focalizzate sui mezzi leggeri, queste modifiche finiranno inevitabilmente per condizionare le decisioni del prossimo anno dedicate ai camion pesanti, i cui acquirenti mantengono la ferma convinzione che non esistano ancora reali alternative al gasolio per il lungo raggio.
A livello di segmenti si assiste a una profonda spaccatura tra le due principali categorie di mezzi industriali. Il comparto delle alimentazioni vive una crisi diffusa su tutte le fasce di peso, con una contrazione mensile del 16,80% e una perdita superiore all'11% da inizio anno, trainata dal crollo dei furgoni, dei pianali e dei furgoni isotermici, a fronte di una tenuta dei soli mezzi d'opera come betoniere e cisterne. In questo segmento il diesel domina quasi l'intera totalità delle preferenze, mentre l'elettrico crolla e trascina verso il basso anche il comparto del noleggio, penalizzato proprio dal mancato rinnovo delle flotte a batteria.
Al contrario, il settore dei trattori stradali prosegue la sua corsa espansiva segnando un balzo del 16,28% a maggio e confermando l'ottima salute del trasporto per conto terzi e del noleggio a lungo termine, che raddoppia i propri volumi rispetto all'anno precedente affidandosi in modo quasi esclusivo alle motorizzazioni tradizionali.
La situazione si riflette anche sulle performance dei singoli costruttori, evidenziando forti inversioni nei rapporti di forza. Iveco sconta una netta flessione delle vendite sia nel computo totale che nel comparto specifico dei trattori, perdendo oltre sette punti percentuali di quota di mercato rispetto allo stesso mese del 2025. Di questa contrazione beneficiano i marchi scandinavi, con Volvo e Scania che registrano una crescita a doppia cifra e vedono quest'ultima conquistare la leadership mensile nei trattori stradali. Ottimi risultati si riscontrano anche per Renault Trucks e Man, che mettono a segno incrementi vicini o superiori al trenta per cento, mentre Mercedes accusa una flessione più contenuta rispetto alla media generale.


