Veicoli commerciali leggeri, maggio in flessione

Il mercato italiano dei furgoni e dei veicoli commerciali leggeri registra una nuova battuta d'arresto, interrompendo un trimestre di stabilità. Le immatricolazioni mensili si fermano a 15.345 unità, segnando una flessione del 7,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il bilancio dei primi cinque mesi evidenzia un calo complessivo del 2,4% con un totale di 77.665 veicoli registrati. A sostenere il comparto evitando un crollo più serio è il noleggio a breve termine, che raddoppia quasi i propri volumi e raggiunge una quota del 9,0%, caratterizzandosi tuttavia per una forte concentrazione degli acquisti su un unico marchio. Al contrario, il noleggio a lungo termine subisce una forte battuta d'arresto, cedendo circa un quarto dei volumi e scendendo al 26,7% di quota a causa della contrazione delle società finanziarie dei costruttori.
I clienti privati mantengono una posizione stabile al 14,7% del mercato, le autoimmatricolazioni flettono all'8,8% e il canale rappresentato da aziende ed enti si conferma leader indiscusso coprendo il 40,8% delle preferenze totali.Sul fronte delle motorizzazioni, i propulsori a gasolio perdono leggermente terreno ma rimangono la scelta largamente predominante con il 78,3% dello share, mentre la benzina si attesta al 3,6% e il Gpl scende all'1,4%.
Si registra una frenata per i veicoli completamente elettrici, che scendono a una quota del 3,5% rispetto al 5,4% dell'anno precedente, pur mostrando un lieve recupero rispetto al mese precedente. Al contrario, mostrano dinamismo i modelli plug-in, che salgono al 2,4%, e le motorizzazioni ibride, che guadagnano spazio fino a raggiungere il 10,7% delle preferenze. Questo mix di vendite determina un incremento dell'1,3% nelle emissioni medie ponderate di anidride carbonica, che si attestano a 185,5 g/Km.Le performance commerciali risentono in modo evidente del ritardo nell'attivazione dei nuovi incentivi statali da 40 milioni di euro all'anno previsti per il quadriennio, un fattore che sta alimentando un effetto di attesa tra i potenziali acquirenti.
L'UNRAE auspica che lo schema dei contributi venga ufficializzato rapidamente, ipotizzando come data chiave il prossimo Tavolo Automotive ministeriale di metà luglio. A complicare lo scenario si aggiunge anche l'incertezza sul futuro Regolamento europeo per le emissioni di anidride carbonica, il cui iter legislativo dovrebbe concludersi all'inizio del prossimo anno. Attraverso le parole del Presidente Roberto Pietrantonio, l'associazione sottolinea come il passaggio al trasporto merci ecologico non possa dipendere solo dai bonus statali. "Per la transizione del trasporto merci, come più volte ribadito dall’UNRAE, oltre agli incentivi servono altri fattori abilitanti. In questo senso è necessario lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica anche per i veicoli commerciali leggeri, come previsto per i veicoli pesanti, l’introduzione di un credito di imposta al 50% per gli investimenti privati in ricariche fast oltre 70 kW per il triennio 2026-2028 e un intervento sugli elevati costi delle ricariche".