Veicoli commerciali: aprile stabile, ma il mercato debole

Il mercato italiano dei furgoni e dei mezzi da lavoro leggeri attraversa una fase di sostanziale immobilismo nel mese di aprile 2026.
Con 15.205 nuove immatricolazioni, il settore si mantiene quasi identico ai volumi dell'anno precedente, registrando una flessione impercettibile dello 0,1%. Ma la stabilità mensile non basta però a risollevare il bilancio del primo quadrimestre, che si chiude con un calo complessivo dell'1,2%. A sostenere i volumi totali è soprattutto il noleggio a breve termine, che vive un'espansione eccezionale superiore al 58%.

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Senza questo contributo, l'intero comparto segnerebbe una perdita decisamente più marcata. In questo specifico ambito emerge anche una forte concentrazione commerciale, poiché un unico produttore copre quasi la metà delle richieste totali. Al contrario, i canali dei privati e del noleggio a lungo termine mostrano segni di stanchezza, cedendo quote di mercato significative.
Per quanto riguarda le motorizzazioni, si assiste a una contrazione dei veicoli completamente elettrici, la cui quota scende sotto il 3%. Anche il diesel perde qualche posizione pur rimanendo il carburante dominante con circa l'80% delle preferenze. Si muovono in controtendenza i veicoli ibridi e quelli plug-in, che guadagnano terreno nonostante l'incertezza generale. Sul piano ambientale, si registra comunque un lieve miglioramento delle emissioni medie di anidride carbonica.
UNRAE ha evidenziato come l'assenza di operatività degli incentivi ministeriali stia frenando gli acquisti, creando un clima di attesa dannoso per la crescita.
Il presidente Roberto Pietrantonio ha però sottolineato un segnale incoraggiante proveniente dall'Europa: la proposta di ammorbidire i limiti sulle emissioni per i prossimi anni è considerata una scelta pragmatica. Il nuovo orientamento normativo potrebbe infatti aiutare le aziende a gestire il passaggio all'elettrico in modo meno traumatico, tutelando la solidità del sistema industriale.