Trasporto ittico, le cassette in EPS sono più sostenibili

L'impatto ambientale e socioeconomico delle cassette in polistirolo espanso per il pesce fresco è inferiore del 25% rispetto a quello dei contenitori in cartone o in plastica riutilizzabile. Lo rivela una ricerca sul ciclo di vita effettuata dalla società RDC Environment, che dimostra che i contenitori monouso in polistirolo rappresentano la scelta più performante per la catena del freddo, con vantaggi che crescono in modo proporzionale alla lunghezza del tragitto.

Giuseppe Rinaldi, alla guida di AIPE (Associazione Italiana Polistirene Espanso)
, ha commentato: "La ricerca mette in luce un aspetto importante: la sostenibilità di un prodotto va valutata lungo l’intero ciclo di vita e nel suo contesto reale di utilizzo - spiega Giuseppe Rinaldi, Presidente di AIPE -. Nel caso del comparto ittico, dove la capacità di un materiale di mantenere il freddo anche su distanze di trasporto elevate è determinante, l'EPS offre la combinazione più performante in termini di prestazioni ambientali, economiche e di sicurezza alimentare. Che il polistirene espanso sinterizzato fosse la soluzione ideale dal punto di vista tecnico per questa filiera era già evidente, grazie alle sue proprietà uniche. La resilienza del materiale sul mercato negli ultimi anni rappresenta una prova concreta della sua insostituibilità, nonostante gli attacchi infondati alla sua presunta insostenibilità, spesso alimentati da informazioni fuorvianti e percezioni errate anziché da dati oggettivi. Oggi, con i risultati scientifici a supporto, abbiamo fornito una risposta concreta anche a questo tema, dimostrando che si tratta di fake news strumentali, costruite ad hoc per minare la credibilità dell'EPS e favorire materiali alternativi che risultano tuttavia meno performanti sotto il profilo funzionale, tecnico, economico e ambientale. Proprio per questo, AIPE continua a sostenere la ricerca scientifica e un approccio basato su analisi oggettive, affinché i decisori politici possano intraprendere le scelte migliori e più consapevoli."

La ricerca, intitolata Comparative Sustainability Assessment of fish boxes in Europe, ha analizzato l'intero percorso logistico dei prodotti ittici freschi refrigerati in Europa. Lo studio ha messo a confronto le tre principali tipologie di imballaggio (polistirolo monouso, cartone e plastica rigida riutilizzabile) usando come parametro di riferimento il trasporto di un singolo chilogrammo di pesce fresco mantenuto al freddo.
La valutazione ha seguito i rigidi standard europei della Product Environmental Footprint e le direttive ISO 14040/44. Esaminando ogni singola fase, dall'isolamento termico ai consumi per il trasporto, dal rischio di deterioramento del cibo fino ai processi di lavaggio e riciclo, è emerso che l'EPS garantisce una sostenibilità superiore lungo tutta la filiera, con un vantaggio complessivo del 25% sulla media delle alternative.

(descrizione) Il pesce fresco è un alimento altamente deperibile che richiede una gestione termica rigorosa. L'EPS vanta una conducibilità termica straordinariamente bassa, pari a 0,037 W/(m.K), nettamente migliore rispetto a quella del cartone, che si attesta a 0,048 W/(m.K), e delle plastiche riutilizzabili come il polipropilene a 0,11 W/(m.K) o il polietilene ad alta densità a 0,35 W/(m.K). Questa elevata capacità isolante offre vantaggi concreti, poiché riduce la quantità di ghiaccio necessaria per la conservazione, ottimizza il peso del carico e contrasta lo spreco di cibo. Con appena 5 kg di ghiaccio, infatti, una cassetta in EPS mantiene il prodotto alla temperatura ideale di 4 °C per oltre 6 giorni, coprendo tratte superiori alla media dei trasporti europei. Inoltre, essendo un imballaggio monouso e atossico, l'EPS non favorisce la proliferazione di funghi o batteri e non necessita di trattamenti chimici di sanificazione prima del riciclo.
"L’analisi ha confermato che le cassette pesce in EPS, essendo monouso e idonee al contatto con gli alimenti, prevengono i problemi igienico-sanitari legati al sistema di riutilizzo, tra cui i rischi di contaminazione incrociata derivanti dal lavaggio o dalla sanificazione della cassetta riutilizzabile, la formazione di biofilm e la presenza di microrganismi patogeni come Listeria monocytogenes – ha aggiunto Paolo Garbagna, Vicepresidente Imballaggio di AIPE -. Aspetti che per essere prevenuti, nel caso dei contenitori riutilizzabili, richiedono rigidi controlli microbiologici estremamente complessi e costosi, oltre a una corretta gestione dell’acqua di lavaggio. Proprio per questo, riteniamo che il regolamento PPWR più che su un modello di riutilizzo degli imballaggi, debba puntare sull’adozione di un sistema maggiormente realistico ed efficiente, basato sul recupero e sul riciclo delle cassette, attraverso circuiti di raccolta già esistenti e attivi sul territorio. In Italia è da tempo presente una rete consolidata di raccolta e riciclo dell'EPS: le Piattaforme PEPS per il riciclo degli imballaggi in EPS distribuite su tutto il territorio nazionale, molte delle quali sono aziende associate ad AIPE. Si tratta di un circuito operativo da oltre vent'anni che sostiene la raccolta e il riciclo dell’EPS, un materiale facilmente e completamente riciclabile, anche attraverso molteplici cicli di recupero."
(descrizione) Il confronto tra i diversi materiali evidenzia differenze sostanziali soprattutto a seconda dei chilometri da percorrere. Fino a 200 chilometri di distanza, l'EPS, il cartone e la plastica riutilizzabile registrano un impatto sul clima molto simile. Oltre questa soglia, l'EPS monouso diventa nettamente preferibile, poiché la plastica soffre l'impatto ambientale e i costi dei viaggi di ritorno e dei lavaggi, mentre il cartone richiede troppo ghiaccio ed è soggetto a deteriorarsi. Dai 1.250 chilometri in su, che rappresentano le tratte tipiche del commercio tra paesi europei, l'EPS rimane l'unico materiale capace di contenere i costi ecologici e climatici globali, confermandosi la scelta più efficiente e competitiva per l'intera logistica del freddo.