Ricerca Geotab furti di carico: flotte sottovalutano rischi
Uno studio recente condotto da Geotab, azienda di riferimento nel settore della telematica, rivela un paradosso preoccupante: i gestori delle flotte in Europa sembrano prestare sempre meno attenzione ai furti di merce, nonostante il pericolo sia in netto aumento.
Sebbene le perdite economiche e le complicazioni logistiche siano in crescita, il 64% dei responsabili intervistati si sente meno allarmato rispetto al passato. Questa tendenza è particolarmente evidente in Italia, dove l'81% del campione sottovaluta il rischio, seguita da percentuali simili in Francia e Germania. I dati reali raccontano però una storia diversa. Nel corso del 2025, le aziende europee hanno subito una media di 34 furti ciascuna, con l'Italia che si attesta leggermente sopra questa soglia con 36 episodi per flotta. La gravità del fenomeno è confermata da un dato impressionante: dal 2022 a oggi, il valore delle merci sottratte a livello continentale è letteralmente esploso, con un incremento del 438%.Le conseguenze di questa ondata di crimini non sono solo finanziarie. La ricerca evidenzia un forte impatto psicologico sugli autisti: quasi il 90% degli intervistati associa l'ansia da furto a un aumento dello stress e del burnout tra i conducenti. Questo clima di insicurezza sta spingendo molti lavoratori a dare le dimissioni, aggravando ulteriormente la carenza di personale nel settore dei trasporti.
"Il furto di carico rappresenta una minaccia esistenziale per le catene di approvvigionamento, la fidelizzazione dei conducenti e la fiducia dei clienti. Eppure, molte flotte sembrano abbassare la guardia proprio mentre le tattiche criminali stanno diventando più sofisticate", ha commentato Franco Viganò, Associate Vice President EMEA di Geotab.
Dalla ricerca emerge una discrepanza evidente tra l'ingegnosità dei ladri e l'arretratezza tecnologica delle aziende di trasporto. Se da un lato le minacce si evolvono includendo truffe, raggiri e complicità interne, dall'altro l'uso di sistemi di difesa moderni resta marginale. In Europa, meno del 30% delle flotte utilizza strumenti come dash cam, localizzazione GPS o sensori intelligenti.
La situazione italiana è ancora più critica, con una diffusione delle tecnologie di autenticazione dei conducenti che non raggiunge nemmeno il 20%. Molte realtà preferiscono un atteggiamento passivo, affidandosi esclusivamente alle polizze assicurative per mitigare i danni post-furto, piuttosto che investire nella prevenzione. Non esiste un unico motivo dietro questa inerzia: alcuni temono la complessità dei sistemi, altri non vedono un ritorno economico immediato, mentre i costi di installazione non sembrano essere il freno principale.
Questo immobilismo, tuttavia, rende vulnerabile l'intera filiera e finisce per far ricadere l'aumento dei premi assicurativi e dei rischi direttamente sul prezzo finale pagato dal consumatore. Eppure, i fleet manager sono consapevoli dei vantaggi offerti dall'innovazione: molti ammettono che la verifica visiva del mezzo o i dati dei sensori di apertura porte sarebbero cruciali per bloccare i reati in anticipo o recuperare la merce rubata. Nonostante l'alto numero di incidenti, specialmente tra le grandi aziende che paradossalmente mostrano meno preoccupazione, manca ancora una strategia collettiva e coordinata per contrastare efficacemente il fenomeno.
"La combinazione tra calo della preoccupazione e approcci alla sicurezza frammentati sta creando punti ciechi proprio in un contesto in cui il furto di carico sta diventando più organizzato e supera i confini nazionali", ha aggiunto Viganò. "Ci aspettiamo che il rischio aumenterà nel 2026, man mano che le reti della criminalità organizzata si espanderanno, i margini nel settore logistico si ridurranno e assicuratori e regolatori intensificheranno i livelli di indagine. Le flotte che non passeranno da strategie reattive a strategie di sicurezza basate sui dati andranno incontro a perdite maggiori e a una pressione operativa più elevata. Investire in tecnologie moderne e nella formazione degli autisti è ormai fondamentale per proteggere le supply chain, far restare i conducenti e controllare i costi a valle, che in ultima analisi ricadono sui clienti".


