Number 1, la ricerca realizzata dal Politecnico di Milano
La gestione dei flussi logistici costituisce ormai un fattore decisivo per la crescita della grande distribuzione e per l'intero tessuto economico nazionale.
Questo scenario emerge dallo studio curato dal Politecnico di Milano in collaborazione con Number 1 Logistics Group, illustrato durante l'incontro intitolato "La filiera che connette: efficienza, sostenibilità, futuro".
Le istituzioni industriali evidenziano la centralità del comparto logistico, che non rappresenta più una funzione marginale o secondaria, ma l'anello di congiunzione cruciale tra la produzione e la rete di vendita. Il comparto genera annualmente un valore di 205 miliardi di euro, incidendo per il 9% sul Prodotto Interno Lordo nazionale. La spesa nel settore dimostra un elevato effetto moltiplicatore, in quanto ogni milione di euro investito produce un ritorno superiore a due milioni in termini di produttività e valore per l'intera catena di distribuzione.
Le priorità per incrementare la competitività aziendale riguardano l'accelerazione degli investimenti nelle reti infrastrutturali materiali, nei corridei di transito europei e nei sistemi digitali. Una cooperazione stretta tra comparto industriale, fornitori di servizi e commercio al dettaglio è considerata l'unica via per promuovere progetti reali incentrati sull'innovazione e sulla sostenibilità ambientale. La complessità organizzativa dei network di distribuzione sta portando a una progressiva esternalizzazione dei servizi.
I trasporti verso i punti vendita risultano quasi interamente affidati a fornitori esterni, mentre l'affidamento a terzi delle attività di magazzino tocca l'85% nei segmenti dell'alimentare fresco e secco, raggiungendo la quota del 93% nella filiera dei prodotti surgelati. In quest'ultimo settore, nel 73% dei casi gli operatori logistici gestiscono spazi di loro proprietà o in locazione dove convivono merci di diverse insegne commerciali, operando come veri e propri snodi strategici. I partner di servizi supportano l'introduzione di strumenti evoluti come la pianificazione flessibile delle finestre di scarico, i sistemi logistici di sgancio e aggancio dei rimorchi e la gestione dematerializzata dei documenti tramite protocolli informatici avanzati.
Questo mutamento strutturale trova riscontro nelle opinioni dei retailer italiani: il 95% considera le attività logistiche rilevanti e il 71% le definisce strategiche per il proprio modello di business. Le finalità commerciali superano il semplice contenimento della spesa. Il 48% delle aziende punta anzitutto al miglioramento del servizio fornito ai punti vendita, mentre il contenimento dei costi di gestione rimane l'obiettivo primario per il 36% degli intervistati. Di conseguenza, le imprese richiedono ai fornitori logistici maggiore flessibilità operativa e strutture di costo ottimizzate, e nel 33% dei casi affidano loro mansioni aggiuntive a valore aggiunto, tra cui il rifornimento diretto degli scaffali nei negozi.
Il coordinamento operativo tra produzione e distribuzione ha già generato significativi benefici pratici attraverso diverse iniziative realizzate nel corso degli ultimi anni:Il sistema di digitalizzazione dei flussi documentali sviluppato insieme a Esselunga ha visto salire il numero dei produttori aderenti da 12 a 45.
Gli ordini evasi sono passati da 3.581 a 21.449, determinando un abbattimento del 78% dei tempi di sosta dei veicoli e una riduzione del 71% dei dirottamenti delle merci.
L'applicazione del sistema di prenotazione dinamica basato sul tempo stimato di arrivo con Conad Nord Ovest ha innalzato dal 45% all'83% la percentuale di automezzi gestiti entro un quarto d'ora dall'orario previsto.
Il piano di ottimizzazione degli slot temporali e di anticipo flessibile delle consegne strutturato insieme a Coop Alleanza 3.0 ha fatto registrare un incremento degli ordini del 56%, riducendo al contempo le attese dei mezzi del 50% e i dirottamenti del 29%. L'evento ha offerto spazio anche ai temi dell'inclusione sociale e dei progetti di solidarietà d'impresa. L'esperienza maturata dall'Associazione Next nei percorsi di inserimento lavorativo per fasce di popolazione svantaggiate si sviluppa ulteriormente attraverso la nascita della Fondazione Next. La neonata fondazione si propone come strumento per ampliare l'impatto sociale sul territorio e consolidare le reti di collaborazione tra aziende e comunità locali, promuovendo il lavoro subordinato come principale veicolo di riscatto e integrazione.


