MES ed ENGYS lanciano ROMVessel

Le società triestine MES (Marine Engineering Services) e ENGYS hanno dato vita a ROMVessel, software innovativo che automatizza le analisi termiche delle strutture navali. Il progetto è cofinanziato da SMACT Competence Center.
L'iniziativa unisce l'esperienza di MES nell’ingegneria navale ad alta tecnologia con le competenze di ENGYS nel software per la fluidodinamica. Insieme hanno creato uno strumento capace di simulare istantaneamente come il freddo estremo di carburanti come l'idrogeno e l'LNG influenzi lo scafo. Questo traguardo è frutto di un percorso di Open Innovation che ha coinvolto anche l'Università di Trieste, FAST Computing e il coordinamento di mareFVG.
ROMVessel è un'applicazione che integra i modelli a ordine ridotto ROM (Reduced Order Model): algoritmi matematici che trasformano ore di calcoli complessi in risultati immediati. Tramite un'interfaccia interattiva, i progettisti possono testare in pochi secondi migliaia di variabili diverse, visualizzando subito come si distribuiscono le temperature sulle strutture d'acciaio. Questo permette di verificare in tempo reale se i materiali scelti siano idonei, garantendo la tenuta della nave anche in scenari critici, come un guasto all'isolamento dei serbatoi.
Oltre alla rapidità, il sistema offre una precisione superiore rispetto ai metodi classici, riducendo i margini di errore e ottimizzando le performance della nave. Il processo ha visto MES occuparsi delle analisi strutturali e ENGYS delle simulazioni fluide ad alta fedeltà, con FAST Computing dedicato all'integrazione matematica. Il risultato finale è una tecnologia che rende la flotta globale più sicura e pronta per la sfida della transizione energetica marittima.

"Utilizzando un serbatoio di azoto liquefatto come simulacro della nave, è stato possibile determinare puntualmente i picchi di temperatura raggiunti nei diversi scenari selezionati – ha dichiarato Marco La Valle, General Manager MESQuesto test pratico ha fornito i dati necessari per confermare la conformità del software ai rigorosi requisiti imposti dai regolamenti internazionali, aprendo la strada a sfide tecnologiche di altissimo livello, come la progettazione di una nave da trasporto idrogeno liquefatto da 18.000 metri cubi.".

"Le simulazioni fluidodinamiche (CFD) ad alta fedeltà sono solitamente molto onerose e richiedono tempi di calcolo lunghi a causa della complessità dei modelli numerici —ha spiegato Emiliano Costa, Programme Manager ENGYSAttraverso l'utilizzo di modelli ad ordine ridotto (ROM), generati mediante tecniche di intelligenza artificiale, siamo riusciti a superare questi limiti".