Il mercato dei veicoli industriali riparte a marzo

Il mercato dei veicoli industriali - secondo Federauto - è cresciuto in modo significativo a marzo 2026, con un incremento delle immatricolazioni del 10,84% con 2.455 nuove unità. Un risultato che rappresenta la crescita mensile più significativa da fine 2025 e riesce a risollevare un primo trimestre che era iniziato in modo incerto, portando il bilancio dei primi tre mesi a un incoraggiante +4,84%. Si tratta di un'importante inversione di tendenza rispetto al bilancio complessivo del 2025, che si era chiuso in territorio negativo.

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La spinta è stata in gran parte sostenuta dall'effetto dei recenti fondi per l'autotrasporto e la mobilità sostenibile, che sono andati esauriti con una rapidità estrema. Tuttavia, l'attuale fase di mercato richiede una riflessione strategica su come mantenere vivo l'interesse quando gli incentivi diretti saranno terminati, evitando lungaggini burocratiche che potrebbero bloccare gli acquisti.
Le imprese si trovano infatti in una posizione difficile: da un lato hanno l'esigenza di ammodernare i mezzi, dall'altro devono fare i conti con prezzi dei listini saliti di oltre il 20% in pochi anni, aggravati dai rincari dei costi operativi che non sempre vengono riconosciuti dalla committenza.
In questo scenario, la scelta d'acquisto continua a concentrarsi quasi esclusivamente sui motori a gasolio alimentati con carburanti rinnovabili, un'opzione che permette di rispettare i requisiti di sostenibilità ambientale nonostante le attuali normative europee non ne riconoscano ancora appieno il valore.
Scendendo nel dettaglio dei segmenti, si osserva una profonda frattura tra le diverse tipologie di veicoli. I trattori stradali hanno registrato un balzo del 35% nel mese di marzo, trascinati da una domanda solida e da un ricorso sempre più massiccio alla formula del noleggio, che ha visto triplicare i propri volumi rispetto all'anno scorso. In questo comparto il diesel rimane la scelta pressoché totale degli operatori, mentre le alimentazioni alternative come il GNC o il GNL continuano a perdere terreno o a sparire del tutto dai radar.

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Al contrario, il comparto delle motrici attraversa una fase di sofferenza, con un calo del 10,44% che colpisce soprattutto i mezzi di peso medio e pesante. L'unica nota positiva arriva dalla fascia leggera, che pur crescendo nel complesso, mostra segnali preoccupanti sul fronte della transizione ecologica: la quota di veicoli elettrici in questo segmento è infatti crollata rispetto ai picchi dello scorso anno, suggerendo un rallentamento nell'adozione delle nuove tecnologie dopo l'entusiasmo iniziale. Per quanto riguarda gli allestimenti, si registra un crollo verticale per furgoni e pianali, mentre tengono bene i cassonati e i veicoli con attrezzature specifiche.
Sul fronte dei costruttori, la classifica subisce scossoni rilevanti. Iveco pur restando in cima alle vendite, continua a subire una contrazione della propria quota di mercato, a vantaggio di competitor che mostrano tassi di crescita a doppia cifra. In particolare, Volvo Trucks consolida il suo posizionamento al secondo posto e Mercedes-Benz si distingue per l'incremento più marcato del mese, seguita da una buona performance di MAN. Più in difficoltà appaiono invece DAF e Ford Trucks, che chiudono il mese con lievi flessioni nelle vendite.