Mercato veicoli industriali: ad aprile 2026 -3,28%
Il mercato dei veicoli industriali registra una battuta d'arresto nel mese di aprile 2026, segnando una flessione del 3,28% con 2.215 nuove immatricolazioni rispetto ad aprile 2025.
Questa contrazione interrompe un ciclo di crescita iniziato lo scorso autunno, anche se il bilancio complessivo del primo quadrimestre rimane favorevole grazie a un incremento del 3,11%.
Il risultato mensile è condizionato principalmente dal forte calo dei mezzi leggeri e dalla frenata dei veicoli elettrici, che l'anno precedente avevano beneficiato di volumi fuori dal comune.
Il settore delle motrici appare in netta difficoltà, con una diminuzione del 18,17% che coinvolge tutte le categorie di peso. La crisi è particolarmente evidente nei mezzi tra le 3,5 e le 7,5 tonnellate, che perdono oltre due terzi del loro volume. In questo scenario, il diesel continua a dominare quasi totalmente il mercato, mentre le motorizzazioni elettriche subiscono un vero e proprio tracollo strutturale, passando da 165 a sole 7 unità mensili. Anche le diverse tipologie di carrozzeria riflettono questa crisi, con i furgoni che crollano del 69% in linea con il segmento leggero, mentre tengono meglio i veicoli attrezzati e le cisterne.Un capitolo a parte riguarda le modalità di acquisizione, dove emerge una profonda differenza strategica tra i vari comparti. 
Se da un lato il noleggio delle motrici sprofonda di oltre l'81%, dall'altro quello dei trattori stradali vive un'espansione straordinaria del 146%. Proprio i trattori stradali si confermano l'unico vero pilastro del mercato, chiudendo aprile in positivo del 14,6% e trainando l'intero settore nel cumulato annuo, nonostante rimangano quasi esclusivamente legati alle alimentazioni tradizionali.
Per quanto riguarda i marchi, il panorama è caratterizzato da fortune alterne.
MAN guida la crescita con un incremento complessivo del 54%, supportato dalle ottime performance di Volvo e Mercedes.
Al contrario, il leader storico Iveco subisce una contrazione vicina al 19%, cedendo punti preziosi nella quota di mercato. Tra i marchi emergenti spicca il balzo di ISUZU, mentre si registra la sostanziale assenza di FIAT e una flessione rilevante per Scania.


