Mercato VCL: a marzo registra +0,7%
Il mercato dei veicoli commerciali leggeri in Italia torna a respirare nel mese di marzo, interrompendo una striscia negativa durata tre mesi. Con 17.568 nuove targhe, il mercato segna un lieve progresso dello 0,7% rispetto allo scorso anno.
Questo risultato positivo è tuttavia merito quasi esclusivo del noleggio a breve termine, senza il quale il bilancio mensile sarebbe scivolato in territorio negativo (-1,4%). Guardando all'intero primo trimestre, il settore resta ancora in affanno, con una flessione complessiva dell'1,5% rispetto all'avvio del 2025. Piccoli passi avanti si registrano sul fronte della transizione energetica: i veicoli full electric hanno raggiunto una quota del 3,6%, superando sia la performance di un anno fa sia quella del mese di febbraio. Per il resto dell'anno, le speranze di ripresa sono riposte nei nuovi incentivi statali promessi dal MIMIT. Tuttavia, l'assenza di un decreto attuativo sta creando una fase di stallo: il rischio concreto è che i potenziali acquirenti congelino gli ordini in attesa dei bonus, provocando una pericolosa paralisi delle vendite.
"Per sostenere la transizione del trasporto merci, come UNRAE ha ribadito in più occasioni,
gli incentivi da soli non bastano: occorrono ulteriori fattori abilitanti, a partire dallo sviluppo
delle infrastrutture di ricarica anche per i veicoli commerciali leggeri, oltre che per quelli
pesanti. È necessario inoltre un credito d’imposta del 50% per gli investimenti privati in
infrastrutture fast – superiori a 70 kW – per il triennio 2026-2028, unitamente a interventi
mirati per ridurre gli elevati costi delle ricariche”, ha commentato il Presidente UNRAE Roberto
Pietrantonio.
L’UNRAE esprime forte allarme per la volatilità dei prezzi del carburante, sottolineando come i tagli temporanei alle accise non siano più sufficienti. È necessaria una riforma organica che dia stabilità al mercato e protegga i bilanci familiari e le imprese di trasporto. A preoccupare è anche lo stato del parco circolante italiano: a fine 2025 si contano oltre 4,6 milioni di furgoni, ma più di un terzo è un "anziano" tecnologico con oltre vent'anni di vita (pre-Euro 4), con conseguenze critiche per la sicurezza stradale e l'ambiente.
I dati di marzo 2026 rivelano un mercato dai volti contrapposti. Crescono i privati (15,5% di quota) e accelera bruscamente il noleggio a breve termine, mentre rallentano le autoimmatricolazioni e il noleggio a lungo termine, penalizzato dalle società principali e dalle filiali dirette dei costruttori. Le aziende restano comunque il pilastro del settore con il 40% delle preferenze. Il diesel resta la scelta dominante, ma perde terreno scendendo al 75,1% di quota (-6 punti). Anche benzina e GPL risultano in affanno. Al contrario, si registra una spinta decisa per le versioni elettrificate: le ibride balzano al 13,1%, le plug-in crescono sensibilmente e le elettriche pure (BEV) salgono al 3,6%.


