Mercato Rimorchi e Semirimorchi, estate senza slancio
Il mercato estivo dei rimorchi e semirimorchi pesanti (sopra le 3,5 tonnellate) non riesce a trovare una spinta decisiva e resta stabile. È quanto emerge dalle stime del Centro Studi dell’UNRAE, elaborate sulla base dei dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Nel dettaglio, il mese di luglio ha subito una contrazione del 6,6% rispetto all'anno precedente, traducendosi in 1.533 nuovi veicoli targati contro i 1.641 del luglio precedente. Al contrario, il mese di agosto ha mostrato un segno positivo, mettendo a segno un incremento del 5,8% con 900 immatricolazioni complessive, a fronte delle 851 registrate nello stesso periodo dello scorso anno.
Se guardiamo ai primi otto mesi dell'anno in corso, il settore dimostra comunque una solida tenuta. Il volume totale da inizio anno ha raggiunto le 10.350 immatricolazioni, con un lievissimo progresso dello 0,5% rispetto alle 10.300 unità dello stesso periodo precedente.
"Il recupero di agosto non basta a dare slancio al mercato. Per le imprese è essenziale sapere su quale sostegno potranno contare prima di impegnarsi nell’acquisto di nuovi mezzi”, ha dichiarato Michele Mastagni, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di UNRAE. “Chiediamo di completare senza ulteriori rinvii l’attuazione del Fondo pluriennale per il rinnovo del parco dell’autotrasporto, definendo fin da ora condizioni di accesso e calendario delle agevolazioni previste dal 2027. Le risorse destinate ai trainati devono consentire una programmazione stabile, con procedure semplici e tempi di erogazione certi, così che gli operatori possano programmare la sostituzione delle proprie flotte. Sul fronte europeo, occorre intervenire ora sulle regole che accompagneranno i trainati verso gli obiettivi di riduzione della CO₂ fissati per il 2030. Il metodo di valutazione VECTO deve misurare il contributo di rimorchi e semirimorchi all’efficienza del trasporto tenendo conto delle diverse condizioni di impiego e della capacità di carico effettiva. Sollecitiamo una revisione che premi il risparmio energetico ottenibile nell’impiego quotidiano e riconosca le innovazioni disponibili, evitando criteri che penalizzino soluzioni utili alle imprese. La decarbonizzazione del trasporto richiede investimenti economicamente sostenibili per chi produce e per chi utilizza i veicoli. Per questo chiediamo obiettivi tecnici raggiungibili, un sistema sanzionatorio proporzionato e incentivi che sostengano l’adeguamento delle flotte. Aumenti dei costi di acquisto non compensati da benefici operativi rischiano di allungare i tempi di sostituzione. Occorre mettere le imprese nelle condizioni di dotarsi di veicoli più sicuri ed efficienti, capaci di ridurre consumi ed emissioni, mantenendo al tempo stesso invariata la quantità di merci trasportabile”.


