Mercato rimorchi e semirimorchi: a maggio 2026 -20,4%
Le stime elaborate dal Centro Studi dell'UNRAE, basate sulle registrazioni ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, hanno evidenziato una forte frenata per il comparto dei mezzi trainati con peso superiore alle 3,5 tonnellate nel corso del mese di maggio 2026.
Le nuove immatricolazioni hanno subìto una contrazione del 20,4%, fermandosi a 1.333 veicoli rispetto ai 1.674 registrati nel medesimo mese dell'anno precedente, un risultato su cui ha pesato anche la presenza di una giornata lavorativa in meno.
La brusca flessione ha inevitabilmente condizionato il bilancio complessivo dei primi cinque mesi dell'anno, che ora mostra una flessione del 2,4% con un totale di 6.342 unità complessive.
Secondo l'analisi di Michele Mastagni, portavoce del Gruppo Rimorchi e Allestimenti di UNRAE, lo scenario attuale è fortemente condizionato dalle tensioni geopolitiche globali e dalle conseguenti difficoltà economiche che colpiscono i trasportatori, costretti a fare i conti con un aumento generalizzato dei costi di gestione e una redditività ridotta.
Il clima di forte incertezza rischia di bloccare il processo di ammodernamento delle flotte che si era invece intravisto tra la fine dello scorso anno e l'inizio del primo trimestre del 2026.
La preoccupazione principale del settore è legata all'anzianità dei rimorchi e semirimorchi in circolazione sulle strade italiane, la cui età media ha ormai toccato i 17 anni e mezzo, posizionandosi come la più vetusta tra tutti i comparti del trasporto. L'utilizzo prolungato di mezzi così superati non solo compromette la sicurezza e l'efficienza dei servizi logistici, ma danneggia la sostenibilità e la competitività delle aziende nazionali nello scenario europeo. Per invertire questa tendenza, l'associazione confida nella rapida attivazione dei finanziamenti legati al Fondo pluriennale per l'autotrasporto 2027-2031, uno strumento ritenuto cruciale per dare alle imprese la stabilità necessaria a programmare i futuri acquisti senza rischiare un ulteriore blocco del mercato.
"Il netto calo delle immatricolazioni appare particolarmente preoccupante se analizzato alla luce dell’età media del parco dei veicoli trainati italiani, che ha ormai raggiunto i 17,5 anni: il valore più elevato tra tutte le categorie di veicoli circolanti. L’impiego di rimorchi e semirimorchi così datati rappresenta una criticità non solo per la sicurezza stradale, ma anche per l’efficienza logistica, la sostenibilità ambientale e la competitività delle imprese italiane rispetto ai concorrenti europei", ha commentato Mastagni. "Per accelerare lo svecchiamento del parco, il settore guarda con interesse al Fondo pluriennale per l’autotrasporto 2027-2031, strumento fondamentale per consentire alle imprese di pianificare gli investimenti con maggiore certezza. Auspichiamo che le modalità attuative siano definite in tempi rapidi e che le risorse diventino operative quanto prima, così da evitare un ulteriore rallentamento delle decisioni di acquisto”.


