Logistica sotto attacco, l'analisi di Giorgio Triolo
Nell'analisi di Giorgio Triolo (CTO Axitea) emerge che il settore logistico europeo è minacciato dalla convergenza di crimini fisici e cyberattacchi, con 166 milioni di euro sottratti nel febbraio 2026 e l'Italia al secondo posto per casi. In Italia, gli attacchi informatici al settore sono cresciuti del 134,6% in un anno, confermando un trend che vede la logistica tra i settori più colpiti globalmente.
Il settore della logistica si trova oggi ad affrontare una minaccia senza precedenti che unisce l'ambito materiale a quello informatico. I dati del Cargo Crime Monitor mostrano l'enormità del fenomeno a livello europeo, posizionando l'Italia come la seconda nazione più colpita per reati tradizionali come i furti di merci e veicoli. Parallelamente, il Rapporto Clusit evidenzia una vera e propria impennata di attacchi cibernetici contro le aziende di trasporti e stoccaggio, un trend che ha inserito per la prima volta questo comparto tra i dieci bersagli preferiti dagli hacker a livello globale. La criminalità si è evoluta abbandonando le vecchie metodologie a favore di strategie di infiltrazione molto più sofisticate. Oggi il pericolo maggiore è rappresentato dalle frodi documentali e dal furto di identità, in cui organizzazioni strutturate si spacciano per partner commerciali legittimi per sottrarre interi carichi. Molte imprese hanno protetto i propri perimetri con barriere e sorveglianza, ma i malviventi riescono a penetrare superando i controlli digitali tramite credenziali clonate o email ingannevoli, sfruttando i punti deboli dei sistemi di prenotazione.
La linea di demarcazione tra attacco informatico e furto fisico è ormai azzerata. Sebbene la maggior parte delle flotte utilizzi tracciamenti satellitari, pochissime integrano sistemi video dotati di intelligenza artificiale, lasciando un varco perfetto per l'azione congiunta di ladri e gruppi ransomware. Un blocco informatico ai gestionali di magazzino causa danni economici enormi per via di penali e mancate consegne.
Inoltre, i due mondi si alimentano a vicenda: un accesso abusivo ai server permette di falsificare i ritiri merci rendendo il furto invisibile per giorni, mentre un'intrusione fisica in un piazzale può servire a installare malware nell'intera rete aziendale. Per rispondere a questa minaccia, le aziende devono superare la frammentazione dei loro sistemi di sicurezza. Spesso le telecamere, i controlli d'accesso e i gestionali non comunicano tra loro, creando angoli ciechi ideali per i criminali. La protezione moderna richiede centrali operative capaci di incrociare i dati fisici e quelli digitali. L'uso di torri di monitoraggio autonome con analisi video predittiva e la correlazione in tempo reale tra badge e profili digitali rappresentano gli strumenti necessari per bloccare le attività illecite prima che causino danni. La trasformazione non è più rimandabile, anche alla luce delle nuove normative europee come la direttiva NIS2 e il Cyber Resilience Act, che impongono standard severi a tutta la filiera. In un mercato così competitivo, la capacità di garantire una sicurezza totale e integrata non serve solo a evitare perdite economiche, ma diventa un fattore decisivo per conquistare la fiducia dei grandi committenti industriali.


