Logistica, mancano ben 60 mila figure professionali

Il comparto della logistica per conto terzi in Italia vive una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da un lato da un giro d'affari in forte espansione e dall'altro da una preoccupante carenza di personale che rischia di frenarne la crescita.
Con un fatturato che ha raggiunto i 111 miliardi di euro, il settore ha visto salire la propria quota di mercato a oltre il 43%, registrando un balzo notevole rispetto al passato. Uno sviluppo supportato in modo decisivo dalla digitalizzazione, dall'uso di sistemi di simulazione e dall'introduzione di tecnologie avanzate capaci di ottimizzare l'efficienza operativa e la condivisione delle informazioni.
Tuttavia, questa traiettoria positiva deve fare i conti con un ostacolo di natura strutturale, rappresentato dalla mancanza di circa sessantamila professionisti lungo tutta la filiera.
Si tratta di un divario di competenze significativo che riflette una tendenza su scala globale, dove la stragrande maggioranza delle aziende della catena di distribuzione dichiara di risentire della scarsità di forza lavoro. Negli ultimi anni il ruolo della logistica si è evoluto radicalmente, trasformandosi da mera attività di movimentazione delle merci a vero e proprio pilastro strategico per la competitività aziendale, un cambiamento avvenuto nonostante una drastica contrazione del numero complessivo di imprese attive sul mercato.In questo scenario, l'adozione dell'intelligenza artificiale non viene vista dagli addetti ai lavori come una minaccia per l'occupazione, bensì come uno strumento fondamentale per valorizzare il personale.
I vertici del settore, in occasione di recenti tavoli di confronto a Bologna che hanno visto la partecipazione di numerose realtà imprenditoriali, hanno sottolineato come l'innovazione tecnologica debba agire da moltiplicatore di valore, alleggerendo i lavoratori dalle mansioni più ripetitive per consentire loro di concentrarsi su mansioni strategiche e a più alto valore aggiunto.
I dati indicano che nei prossimi anni l'impiego dell'algoritmo da parte dei committenti crescerà in modo importante, arrivando ad aumentare di circa un quarto le potenzialità complessive dei lavoratori attraverso un modello operativo che vedrà l'uomo mantenere saldamente la supervisione dei processi. L'evoluzione tecnologica si rende quanto mai necessaria alla luce delle forti pressioni economiche che gravano sul comparto. Dal 2009 a oggi, le imprese hanno dovuto affrontare rincari pesantissimi legati al costo del denaro, all'approvvigionamento energetico e alla stessa manodopera, a fronte di margini di redditività media che restano contenuti al sei per cento. Anche gli analisti finanziari evidenziano l'importanza di un controllo rigoroso dei bilanci e delle spese per superare l'attuale instabilità dei mercati. La via per garantire stabilità e crescita futura all'intera filiera logistica risiede quindi in un'integrazione intelligente, capace di coniugare i benefici dell'automazione avanzata con la centralità e la riqualificazione del capitale umano.