Intervista a Gabriele Bavera di Spring Italy

Dai confini doganali alla sostenibilità, la logistica dell’e-commerce diventa sempre più strategica

Ogni pacco che attraversa un confine racconta una storia, un percorso. Che si tratti di un acquisto online o meno, è una corsa a ostacoli tra dogane, rotte da aggiornare, documenti da modificare o esigenze ambientali da rispettare. È in questo scenario che opera Spring GDS, multinazionale del Gruppo PostNL, specializzata nelle spedizioni internazionali B2C e nell’accompagnare i merchant nel percorso di internazionalizzazione. L’azienda, presente su scala globale in Europa, America e Asia, nasce con una forte matrice postale, ma negli anni ha trasformato il proprio modello in operatore specializzato in e-commerce transfrontaliero, combinando network, tecnologia, competenze doganali e consulenza. Con oltre 20 hub operativi, una rete internazionale di 230 partner logistici e una piattaforma proprietaria in grado di connettere i venditori a soluzioni distributive globali, Spring GDS si propone come una “tech logistics company”: non solo un fornitore di consegne, ma un partner in grado di semplificare il cross-border. Lo spiega bene Gabriele Bavera, Managing Director di Spring GDS Italy, che descrive l’evoluzione dell’azienda e il ruolo del trasporto su gomma nella rete europea, con le nuove soluzioni volte a ridurre l’impatto ambientale.

Come è cambiato il vostro ruolo rispetto alla logistica tradizionale?

(descrizione)«Il termine corretto oggi è partnership. Non siamo più semplicemente un operatore che propone un prezzo o che effettua una spedizione da A a B, perché negli ultimi anni la consulenza è diventata strategica, supportando i venditori italiani e ottimizzando la logistica. Abbiamo quindi sviluppato competenze sempre più forti in ambito digitale, tecnologico e doganale. In ambito extra UE la complessità cresce in modo significativo, ed è importante comunicare con chiarezza cosa accade alla spedizione dal momento in cui parte fino al consumatore finale».

Quali sono le complessità dell’e-commerce italiano e come aiutate i brand?

«Credo che il concetto di affidabilità sia più importante della velocità. Meglio dire “consegno in tre giorni” e rispettare quei tre giorni, piuttosto che promettere una consegna il giorno dopo e non mantenerla. La tecnologia lo consente. Quando poi i nostri clienti si espandono verso mercati extraeuropei, un problema di dato può bloccare a lungo le spedizioni alla dogana, generando danni importanti. Per questo insistiamo molto sull’attendibilità delle informazioni prima che la spedizione entri in altri mercati, e aiutiamo i clienti a raccogliere, verificare e trasmettere le informazioni utili. Un esempio concreto riguarda il post-Brexit. Dopo l’uscita del Regno Unito dalla UE abbiamo introdotto una soluzione paperless per la gestione delle informazioni doganali. I merchant possono così trasmettere tutti i dati in formato digitale. Naturalmente possono esserci controlli casuali, come previsto dalla normativa, ma anche in quei casi li gestiamo in modo proattivo».

Quanto vale contare su oltre 20 hub operativi in tre continenti diversi?

«Questo è un valore per noi essenziale. La rete ci consente di coprire capillarmente la dimensione internazionale, anche se da sola non basterebbe. Se non disponi di una tecnologia adeguata, non puoi gestire le complessità. Il grande investimento fatto da Spring GDS negli ultimi anni è stato proprio sviluppare un software in grado di connettere i merchant a tutte le opzioni che possiamo offrire worldwide. Il nostro sistema operativo XPS, ovviamente, è in costante evoluzione. Attraverso questa suite, il cliente ha accesso a una piattaforma di destinazioni, partner e servizi, e può scegliere le soluzioni da utilizzare. Oppure può chiederci una consulenza, una customizzazione, una valutazione su quale opzione sia più adatta. Possiamo offrire, per quasi ogni destinazione, l’opzione locale ottimale. La complessità crea flessibilità, purché sia semplice. È qui che entra in gioco la tecnologia: permette di trasformare una rete molto articolata in uno strumento accessibile e gestibile».

Qual è il vostro cliente tipo?

«Gestiamo una clientela molto disomogenea e non potrebbe essere diversamente: il tessuto imprenditoriale italiano è fatto così. Lavoriamo con fashion, cosmetics, pharma e con molti altri settori. Il nostro focus principale è sul lightweight, cioè sulle spedizioni leggere, con un peso medio intorno a 0,2 chilogrammi. Abbiamo tre tipi di clienti. I primi sono le startup o le aziende che hanno già un buon mercato domestico e vogliono crescere sull’internazionale. Poi ci sono i clienti che ci affidano tutta la parte estera perché hanno bisogno di solidità e vogliono espandersi. Infine le enterprise, grandi clienti già maturi a livello internazionale, che ci scelgono per destinazioni specifiche. Possiamo quindi gestire integralmente delivery e consegne, resi commerciali e dogana».

Come affrontate il tema della sostenibilità dei trasporti?

«La sostenibilità è un tema importantissimo per noi. Negli ultimi due anni siamo stati pionieri nell’introduzione dell’HVO100, il biodiesel utilizzato per i trasporti su strada: un carburante che costa più del diesel tradizionale, ma che consente di ridurre le emissioni di CO2. I nostri clienti non hanno avuto nessun surcharge: abbiamo fatto una scelta etica perché siamo un operatore logistico consapevole che questa è un’attività che genera gas climalteranti. Adottare l’HVO ha un impatto importante. Per dare un ordine di grandezza, nel 2025 questa scelta ha prodotto un beneficio comparabile al risparmio di un milione di lampadine accese nelle case per un anno. Circa l’80 per cento delle spedizioni dei clienti italiani può rientrare sotto la voce carbon neutral. C’è poi il tema del SAF, il Sustainable Aviation Fuel, che abbiamo introdotto quest’anno. Lavoriamo soprattutto con i grandi clienti delle tratte internazionali e oltremare, in particolare verso Stati Uniti e Asia. In questo caso il lavoro è consulenziale: pianifichiamo con il cliente, calcoliamo l’impatto e valutiamo quale quota di carburante sostenibile possa essere interessante. Il modello si chiama “book and claim”: analizziamo i volumi, prenotiamo idealmente il carburante sostenibile necessario, calcoliamo esattamente la quota parte del cliente e rilasciamo una certificazione al riguardo».

Come funziona il vostro network stradale UE?

«Ovviamente operiamo su tutto il territorio nazionale. Un venditore può trovarsi a Bolzano come a Mazara del Vallo: è lo stesso. Le spedizioni vengono consolidate nel nostro hub principale, a Milano, e qui la merce viene aggregata e processata attraverso i nostri sistemi. Da lì il trasporto su gomma si sviluppa su scala internazionale europea. Le dorsali principali sono tre. La prima è la linea iberica, che serve Francia, Spagna e Portogallo. La seconda è la linea continentale, che copre Germania, Olanda, Regno Unito e le aree direttamente limitrofe. La terza copre l’Est Europa, quindi Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia e tutto il bacino esteuropeo. Naturalmente queste linee sono interconnesse con gli hub degli altri Paesi, e ciò comporta la necessità di un ulteriore consolidamento delle spedizioni e della trazione: in pratica una rete aperta con dei nodi chiave. In genere, da ogni Paese partono almeno due o tre linee stradali dirette verso il punto di delivery o verso ulteriori hub internazionali. Un sistema complesso, ma efficace e affascinante. Il trasporto su gomma resta una componente fondamentale del nostro modello europeo, perché ci consente di consolidare, connettere e distribuire in modo efficiente i principali mercati».

Quali saranno i principali driver di sviluppo?

«Torno sempre sul concetto di tecnologia. Arriva un momento nel quale automatizzare o semi-automatizzare i processi diventa indispensabile per fornire ai clienti una qualità maggiore. Uno dei temi sarà poi la documentazione doganale europea, in particolare per la soglia minima dei 150 euro. Anche la sostenibilità rimarrà sempre un driver importante. Fortunatamente ci siamo mossi in anticipo, due anni prima di altri, e questo porterà risultati importanti in futuro».