Geopost Barometer: AI cambia le scelte logistiche delle PMI

La seconda edizione del Geopost Business Barometer ha fotografato una profonda trasformazione nei modelli di approvvigionamento e di gestione delle merci. Lo studio ha messo in luce come le aziende stiano rispondendo alle crescenti incertezze dello scacchiere geopolitico mondiale e, contemporaneamente, stiano integrando l'innovazione digitale nei propri processi interni. Emerge chiaramente la tendenza verso dinamiche d'acquisto sempre più diversificate, dove la vicinanza dei partner commerciali e l'uso di tecnologie predittive si rivelano fattori decisivi per salvaguardare l'operatività quotidiana delle imprese.

I dati evidenziano una spinta importante verso l'automazione dei processi di selezione. A livello continentale, mediamente il 15% delle realtà imprenditoriali utilizza sistemi basati sull'intelligenza artificiale per individuare i propri partner commerciali. Questo tasso di adozione presenta forti differenze territoriali: la Polonia e l'area baltica registrano quote rispettivamente del 23 e del 24%, mentre contesti come la Germania mostrano un approccio più cauto, fermandosi al 9%. L'Italia si colloca al di sopra della media europea con una penetrazione del 18%, evidenziando una spiccata propensione all'utilizzo di strumenti virtuali a supporto del tradizionale modello d'acquisto.
L'analisi rivela inoltre una progressiva estensione dell'intelligenza artificiale all'esperienza d'acquisto finale. Un esempio concreto è rappresentato dall'assistente virtuale integrato nella piattaforma multibrand "Singular" di Geopost. Il sistema assiste l'utenza nella scoperta di marchi locali ed è già operativo in otto nazioni europee, inclusa l'Italia, dove mette in vetrina decine di migliaia di prodotti lifestyle, incrementando la visibilità internazionale dei piccoli e medi operatori commerciali.

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Le tensioni internazionali stanno spingendo una quota rilevante di aziende a limitare i flussi di trasporto transfrontalieri per arginare i rischi legati alle interruzioni delle forniture. Per questo motivo, l'84% per cento dei soggetti intervistati dichiara di preferire relazioni commerciali su scala domestica, con una crescita di otto punti percentuali nel biennio, mentre il settantadue per cento si orienta verso altre nazioni europee. Al contrario, gli approvvigionamenti al di fuori dei confini continentali rimangono una scelta minoritaria, limitata al diciassette per cento del campione.
In questo scenario, il mercato italiano si muove con dinamiche in parte controcorrente: se da un lato il sourcing locale ha registrato un forte balzo in avanti raggiungendo l'ottantasei per cento, dall'altro la quota di acquisti extra-europei è aumentata di dieci punti percentuali. Inoltre, solo il tredici per cento delle piccole e medie imprese del nostro Paese ha ridotto i flussi internazionali a causa del clima globale, un dato sensibilmente inferiore rispetto al venti per cento registrato come media continentale.

La qualità e la prevedibilità del servizio di spedizione si confermano parametri fondamentali per garantire la continuità aziendale. L'86% del campione considera le performance logistiche determinanti per il successo commerciale, mentre quasi la metà le ritiene un elemento irrinunciabile per la stabilità delle attività. Nel contesto italiano, la puntualità e l'efficienza della consegna rappresentano addirittura la prima causa di esclusione nella scelta di un partner logistico, superando altre variabili tradizionali come le tariffe o la qualità intrinseca del prodotto.
L'indagine segnala infine un'importante asimmetria all'interno del mercato italiano: più della metà delle imprese desidererebbe poter selezionare in autonomia il corriere di riferimento, ma solo poco più di una su cinque ha attualmente questa possibilità. Tale discrepanza rappresenta un'opportunità di mercato per gli operatori logistici capaci di offrire flessibilità. Parallelamente, cresce l'interesse verso soluzioni alternative di ricezione, come i punti di ritiro e gli armadietti automatici sul territorio, considerati strategici da un terzo delle imprese per ottimizzare i flussi e avere un controllo maggiore sulle tempistiche di consegna.
Stefania Pezzetti, Ceo BRT: "I risultati del Business Barometer confermano che le PMI non stanno semplicemente reagendo al cambiamento, ma stanno adottando modelli sempre più evoluti per gestire complessità e incertezza. L'intelligenza artificiale amplia le possibilità di scelta, mentre le tensioni geopolitiche spingono le imprese a rivedere le proprie catene di approvvigionamento. In questo scenario, la logistica assume un ruolo strategico: affidabilità, visibilità e capacità di adattamento diventano fattori essenziali per sostenere la continuità del business e accompagnare la crescita delle imprese."