Flotte PMI: quattro strategie per ridurre i rischi stradali

In foto Alberto Di Mare, Country Marketing Manager per l'Italia e Senior Manager per SMB Growth Markets & AI Strategy (EMEA & APAC) presso Geotab

Per un'azienda attiva nel settore delle consegne a livello locale o per un fornitore di servizi regionale, anche un piccolo incidente può compromettere un'intera settimana di attività. I danni non si limitano soltanto al veicolo, ma l'incidente in sè può costringere gli autisti a fermarsi, far saltare gli appuntamenti programmati. Una recente indagine condotta da Geotab su oltre 1.800 fleet manager europei rivela come le piccole e medie imprese stiano cambiando approccio, sfruttando la tecnologia per blindare il lavoro quotidiano. Tradizionalmente, la gestione della sicurezza si è sempre basata su una logica reattiva, modificando le procedure solo dopo il verificarsi di un incidente. 
La sicurezza predittiva, invece, utilizza i dati provenienti dai veicoli connessi per individuare i rischi prima che si trasformino in un sinistro. Prima di un impatto, infatti, i conducenti ripetono spesso dinamiche spia la cui gravità sfugge alla routine dei gestori, come frenate brusche, accelerazioni repentine e mancato rispetto delle distanze. La telematica ordina questi dati grezzi e, se affiancata a telecamere con intelligenza artificiale, chiarisce subito il contesto, distinguendo tra un colpo di sonno dell'autista e la manovra scorretta di un altro utente della strada.
In Italia il 70% delle piccole imprese apprezza questo scudo contro i colpi di sonno, superando la media europea del 64%. I benefici sono tangibili, considerando che il 42% delle flotte con sistemi video ha ridotto l'affaticamento alla guida fino al 60%, e l'81% delle aziende ha registrato un calo dei sinistri superiore al 21%.
In questo scenario, il 75% dei fleet manager italiani considera le telecamere in cabina lo strumento connesso più efficace in assoluto. Le soluzioni video hanno permesso a quasi la metà dei trasportatori merci nostrani di abbattere le distrazioni al volante di oltre il 40%, anche se resta ancora da lavorare sulle buone abitudini elementari, dato che appena il 32% delle flotte italiane registra progressi significativi nell'uso delle cinture di sicurezza contro il 49% della media europea. L'introduzione dei dispositivi video richiede comunque una gestione trasparente per evitare l'effetto del controllo esasperato. Se i lavoratori temono di essere sorvegliati solo per i propri errori, i manager devono dimostrare il valore protettivo dello strumento.
La dash cam difende l'autista da false accuse in caso di incidente senza colpa, accelera i rimborsi assicurativi e documenta anomalie come merci smarrite o tentativi di furto. Per mediare, molte aziende scelgono di installare inizialmente solo telecamere rivolte verso l'esterno.
La criminalità rappresenta un'altra minaccia economica in forte ascesa, con le perdite legate ai furti di carico in Europa che sono balzate del 438% dal 2022. Per una piccola realtà, perdere un camion o la merce trasportata può compromettere i contratti con i clienti e far impennare i premi assicurativi. I sistemi di localizzazione satellitare offrono una risposta concreta a questo problema.
In Italia le piccole imprese che utilizzano il tracciamento GPS riescono a recuperare il 57% dei mezzi rubati, e il 38% ha visto diminuire drasticamente i tentativi di furto. Il monitoraggio si rivela utile anche per la gestione interna, dato che il 34% delle aziende di servizi ha stroncato l'uso non autorizzato dei veicoli aziendali al di fuori dell'orario di lavoro, azzerando rischi legali e costi di carburante superflui.
Infine, la tecnologia trasforma radicalmente la formazione aziendale. I colloqui tra responsabili e conducenti rischiano spesso di scivolare nella soggettività o di trasformarsi in rimproveri tardivi. Grazie a dati telematici e filmati, i manager possono basare i richiami su prove oggettive e situazioni specifiche, eliminando qualsiasi attrito personale e correggendo i comportamenti pericolosi prima che si trasformino in danni strutturali o fermi macchina. I dati confermano l'efficacia della strategia, poiché in Italia il 70% degli operatori che abbina i video a un coaching attivo ha ridotto gli eccessi di velocità di oltre il 21%. Il cambio di rotta funziona meglio se supportato da feedback continui e costruttivi, magari affiancati a premi e sfide interne capaci di stimolare una cultura della sicurezza aziendale condivisa.