Federauto, mercato dei veicoli industriali sceglie gasolio

Mentre a Bruxelles prosegue il dibattito politico sulle scadenze della transizione all'elettrico per le automobili, il comparto dei veicoli industriali in Italia si muove in controtendenza, confermando una netta preferenza per i motori termici tradizionali.
I dati di settembre 2026 evidenziano un mercato solido e insensibile alle pressioni istituzionali sulle trazioni a batteria. Le immatricolazioni complessive hanno raggiunto 2.060 unità, segnando un incremento del +3,15% rispetto allo stesso mese dello scorso anno e invertendo la rotta dopo i ribassi registrati nei mesi estivi di luglio e agosto. Il bilancio dei primi nove mesi del 2026 si attesta così a 20.685 veicoli, con una crescita complessiva del +2,62%.
Nonostante il rialzo dei costi del carburante alla pompa, il gasolio (compreso il biocarburante HVO) mantiene il monopolio assoluto del settore con una quota di mercato pari al 96,65% nel singolo mese e al 97,27% nel computo da inizio anno.
Durante tutto il 2026, la motorizzazione diesel non è mai scesa al di sotto della soglia critica del 96% delle preferenze. Al contrario, la trazione elettrica stenta a decollare sulle lunghe distanze e nei trasporti pesanti. Nei primi nove mesi dell'anno le immatricolazioni a zero emissioni si sono fermate a 255 unità, registrando un forte arretramento rispetto alle 490 unità dello stesso periodo del 2025. Da parte delle associazioni di categoria emerge una forte preoccupazione in vista della futura revisione del regolamento europeo UE 2024/1610 sui veicoli pesanti.
La richiesta del settore mira a salvaguardare i reali meccanismi di mercato e le esigenze geografiche ed economiche delle imprese, evitando l'imposizione di scadenze ritenute dogmatiche e distanti dalle reali infrastrutture europee.
L'analisi dettagliata del mercato mostra dinamiche opposte tra le diverse tipologie di mezzo. Il comparto dei trattori stradali è cresciuto con 1.199 unità immatricolate (+9,80%). Da inizio anno il segmento viaggia a ritmi sostenuti registrando un +13,75%, e anche in questo ambito il diesel copre il 96,50% delle scelte, lasciando alle alimentazioni alternative percentuali del tutto residuali.
Al contrario, il segmento delle motrici continua a mostrare sofferenza, chiudendo il mese a 861 unità (-4,86%), sebbene si tratti della flessione più contenuta dell'anno. L'unico segnale positivo per le motrici arriva dalla fascia leggera, che rimbalza con un +18,39% trainata da una timida ripresa delle versioni elettriche cittadine, mentre nel segmento pesante oltre le 16 tonnellate l'elettrico risulta quasi non pervenuto.
Per quanto riguarda i marchi automobilistici, Iveco conserva la prima posizione assoluta nel mercato italiano con 474 veicoli consegnati, pur subendo una flessione del -9,02% che porta la sua quota complessiva al 23,01%. Nel mercato specifico dei trattori stradali si assiste a una competizione molto serrata. Mercedes conquista il primato mensile con 211 unità, seguita a brevissima distanza da MAN con 201 unità, in forte crescita del +64,75%. Completano le prime posizioni Scania con 170 vetture, DAF con 168 e Volvo con 165 unità complessive.