Cose buone dal sud: Ribaltabili Comes
L’azienda della famiglia Tasca si specializza per crescere, senza perdere di vista la qualità
Al di là dei luoghi comuni, c’è un Sud attivo e produttivo. Oltre al turismo, che sarebbe fin troppo facile, si fanno costruzioni pesanti dove la cura dell’artigianato confina con il prodotto industriale. Parliamo della Comes, acro- nimo di Costruzioni meccaniche siciliane, fondata da Giovanni Tasca nel 1981, oggi nelle mani del figlio Salvatore e con la terza generazione già in azienda da 15 anni: i fratelli Giovanni (ufficio tecnico) ed Eugenio (commerciale). L’attività principale ormai ruota essenzialmente attorno ai cassoni ribaltabili per autocarri a tre o quattro assi, però in passato ci sono stati anche altri allestimenti come l’Intercambiabile, autoscarrante per scambio di attrezzature su controtelaio, i centinati oppure i cassoni per mezzi fino a 3,5 tonnellate: prodotti potenzialmente appetibili che, però, assorbono troppe energie (manodopera e materiali) per come si è strutturata oggi Comes. Che si trova nella piana a sud di Ragusa, su una superficie di 20mila metri quadri, di cui un quarto coperti. Certificata Iso 9001 dal 2001, ha una capacità di 320/340 allestimenti all’anno; nuovi investimenti, fra cui altri robot di saldatura, potranno farla crescere a 400 pezzi, in linea con il trend che ha visto salire il business a doppia cifre nell’ultimo decennio. Di più è difficile immaginare, non tanto per la potenzialità, quanto per la carenza di personale.
Se vivete sul ‘Continente’ (come i siciliani si riferiscono alla Penisola oltre lo Stretto) e pensate che siano un po’ fuori mano, non è un problema: le consegne degli autotelai avvengono franco allestitore, poi, una volta vestiti si preoccupa lui di recapitarlo al concessionario della marca interessata (via nave per i tragitti più a Nord). I partner più consolidati sono Iveco, Man, Mercedes-Benz e Volvo, più rari gli Scania, mentre con Daf i rapporti si stanno facendo più frequenti da quando sono arrivati gli XFc; con Renault Trucks, infine, c’è una partnership per la fornitura di mezzi d’opera allestiti ‘chiavi in mano’.

Poche cose fatte bene
Concentrarsi su una tipologia di prodotto ha permesso alla Comes di curare la qualità, partendo da materiali altrettanto garantiti. Si utilizzata solo acciaio svedese Hardox 500 e strututrale Domex. Il prodotto di punta si chiama Kingstone Trepuntouno, evoluzione ultima di un cassone disponibile anche in versione classica a sezione rettangolare e con costolature inclinate; a listino anche lo specialistico Carrara 3.1 indirizzato al trasporto di massi. La volumetria dipende ovvia- mente dal telaio sottostante e dalle richieste del cliente, normalmente va da 18 a 22 metri cubi; la particolare forma poligonale delle sponde (sul 3.1) consente di guadagnare spazio di carico senza salire troppo in altezza. Caratteristica dei manufatti Comes è il fulcro posteriore che regge lo sforzo massimo durante il sollevamento, lì la cerniera è costituita da una struttura scatolata e saldata; davanti, invece, il cassone va a incastrarsi in una barra trasversale per assicurare la massima stabilità in marcia. E se ribaltabile posteriore non basta, c’è anche il modello 3Lat apribile anche sui due lati, con sollevamento a doppio pi- stone oppure a libro con montante centrale sfilabile. Il costruttore siciliano, un po’ per necessità, un po’ per politica aziendale (controllo qualità), si costruisce tutto in casa eccetto il pistone di sollevamento, le componenti idrauliche e il telo copri-scopri; ciò significa che anche i due attuatori che aprono la sponda posteriore sono firmati Comes ed è uno dei fiori all’occhiello insieme alla mensola di scarico sulla finitrice.



