Caro carburante: il 61% dei fleet manager teme aumento
Le crescenti tensioni geopolitiche in Iran hanno innescato una nuova fase di instabilità per il comparto energetico, portando la quotazione del Brent sopra la soglia dei 90 dollari con previsioni di ulteriori rialzi. Questa situazione si riflette pesantemente sul mercato italiano, dove il costo del gasolio ha superato i 2 euro al litro, generando un aggravio economico di circa 10 milioni di euro al giorno per il settore delle consegne dell'ultimo miglio.
Sebbene tali costi tendano a ricadere sull'utente finale, molte aziende faticano a trasferire i rincari con rapidità, vedendo così erodere i propri margini di profitto.
Un'analisi condotta da OneWedge su un campione di fleet manager conferma questo stato di allerta: la quasi totalità degli intervistati teme nuovi aumenti del diesel nel breve periodo e la maggioranza prevede una crescita dei costi di gestione superiore al 20% entro i prossimi sei mesi. In risposta a tale incertezza, l'87% dei gestori considera estremamente vantaggiosa la possibilità di bloccare la tariffa elettrica per un intero anno, così da stabilizzare le spese di ricarica.
Il mercato si sta muovendo con decisione verso la mobilità sostenibile, dato che le flotte aziendali coprono ormai la maggior parte delle nuove immatricolazioni di auto e furgoni in Europa. Con l'85% delle imprese che ha già implementato o pianificato una strategia di ricarica, l'elettrificazione non è più solo una scelta ecologica ma una necessità economica. Stime di EY ed Eurelectric indicano infatti che il passaggio all'elettrico potrebbe garantire risparmi operativi per 246 miliardi di euro entro il 2030, offrendo i benefici maggiori proprio ai veicoli caratterizzati da elevate percorrenze chilometriche.
“OneWedge opera partendo da una semplice considerazione: quando petrolio e gasolio tornano a correre per effetto di una crisi geopolitica, il problema dei fleet manager non è solo il costo del pieno, ma l’impossibilità di pianificare budget con un minimo di certezza. Per questo proponiamo una soluzione che sposta una parte del costo operativo fuori dalla volatilità del petrolio. Oggi possiamo garantire per un anno un prezzo del servizio di ricarica fisso per tutta la durata del contratto, anche pluriennale del costo al kWh, dando alle aziende un riferimento stabile su cui pianificare”, ha dichiarato Gianni Catalfamo, CEO di OneWedge.
“Il mercato ci sta dicendo che l’interesse c’è già adesso. Chi gestisce flotte non cerca slogan, cerca continuità operativa, prevedibilità dei costi e tempi rapidi di attivazione. È su questo che stiamo lavorando. In parallelo, stiamo raccogliendo adesioni per i nostri prossimi impianti, con location in via di finalizzazione situati tra Milano e in alcuni dei maggiori cluster logistici: S.Donato Milanese, Segrate, Pero, Roma, Verona e Torino.” - ha concluso Catalfamo.
Con questa iniziativa, OneWedge punta a offrire ai gestori di flotte una risposta concreta a un rischio ciclico, oggi appare di nuovo attuale: l’aumento dei costi di esercizio legato alla dipendenza da gasolio e petrolio. In un mercato che continua a considerare la ricarica il primo nodo da sciogliere, il controllo del costo dell’energia diventa un fattore diretto di competitività.



