Assologistica riunisce a Transpotec la filiera del freddo
Durante l'evento Transpotec Logitec, Assologistica ha riunito i principali attori della catena del freddo. L'analisi è stata improntata sulle problematiche che minacciano la stabilità e la crescita di un comparto vitale per la distribuzione, la sanità, il settore farmaceutico e l'agroalimentare. Questo tavolo di lavoro rappresenta il punto di partenza per avviare un confronto diretto con il Governo e le istituzioni europee, portando sul tavolo dei legislatori le reali necessità e le priorità del settore.
L'incontro è stato aperto dal presidente di Assologistica, Paolo Guidi, e dal segretario generale, Jean François Daher, i quali hanno sottolineato l'urgenza di includere stabilmente la catena del freddo all'interno delle politiche industriali, ambientali ed energetiche dell'Italia, riconoscendola come una vera e propria infrastruttura strategica nazionale.
Il dibattito si è sviluppato partendo dall'analisi di Luca Quaresima, country manager per l’Italia di NewCold, colosso globale dei magazzini automatizzati ad alta tecnologia, e stimato esperto del settore. Nell'occasione, Assologistica ha nominato Quaresima come delegato speciale per la filiera del freddo, affidandogli il compito di strutturare un percorso solido di rappresentanza e proposta per il comparto. Il presidente Guidi ha spiegato che il dovere di Assologistica è dare voce a ogni segmento della filiera, compresi quelli ritenuti erroneamente di nicchia ma cruciali per l'economia del Paese. La logistica refrigerata unisce infatti l'alimentazione, i farmaci, i trasporti e la grande distribuzione, e l'intero sistema si regge sulla capacità di assicurare sicurezza e qualità in ogni singolo passaggio.
Questa complessa filiera comprende i magazzini frigoriferi, le piattaforme a temperatura controllata, i trasporti refrigerati, la movimentazione delle merci sensibili, gli impianti industriali e le relative manutenzioni specializzate. Oggi il mercato italiano della cold chain supera un valore di 7,8 miliardi di dollari, mentre il segmento del cibo surgelato registra una crescita annua composta stimata del 5,6%. Si tratta di un settore fondamentale per la tutela della salute, la sicurezza alimentare e il successo del Made in Italy nel mondo, che tuttavia si trova a dover affrontare quattro sfide principali.La prima grande emergenza riguarda i costi e l'energia. Le strutture refrigerate lavorano senza sosta, ventiquattro ore su ventiquattro e sette giorni su sette, con consumi energetici che non possono essere ridotti senza mettere a rischio la conservazione e la sicurezza dei prodotti.
L'energia incide fino al 40% sulle spese di gestione e il settore sconta l'altissima volatilità del mercato e la mancanza di tutele adeguate per le aziende energivore di questa categoria. A questo proposito, Luca Quaresima ha precisato che non si tratta di chiedere semplici sconti sulle bollette, poiché il tema fa parte di una visione più grande che punta al riconoscimento istituzionale del freddo come asset strategico per la resilienza e la sicurezza del Paese.
La seconda criticità è rappresentata dalla frammentazione delle regole. Il comparto soffre a causa di normative generiche che non considerano le peculiarità del lavoro sotto zero, lasciando scoperti aspetti specifici su turni, pause, indennità e standard di sicurezza adatti a chi opera costantemente in ambienti a basse temperature. La terza sfida coincide con la transizione ecologica. Rinnovare i siti industriali, rispettare i regolamenti europei F-Gas, adottare refrigeranti eco-compatibili e installare impianti di autoproduzione o accumulo energetico richiede enormi capitali. I tempi di rientro degli investimenti sono particolarmente lunghi e complessi, finendo per penalizzare soprattutto le piccole e medie imprese.L'ultimo ostacolo è la forte carenza di personale qualificato. Attualmente mancano autisti specializzati nel trasporto refrigerato, tecnici dei frigoriferi, esperti di automazione, manutentori e manager dell'energia. Per risolvere il problema, Assologistica intende investire sulla formazione e sul dialogo costante con università e istituti tecnici superiori per rendere queste professioni più attrattive. Per superare queste difficoltà, Assologistica darà vita a tavoli di lavoro permanenti dedicati alla catena del freddo, replicando i modelli già usati con successo in altri rami della logistica. L'intento è presentarsi davanti alla committenza e alle istituzioni con una posizione unica, forte e supportata da dati tecnici solidi.
Il segretario generale Jean François Daher ha ricordato la funzione sociale dei magazzini di conservazione, spiegando che i frigoriferi industriali garantiscono la tenuta dei farmaci e del cibo, e che è necessario superare i vecchi limiti burocratici che in passato hanno escluso queste aziende dagli aiuti di Stato. Per ampliare le competenze, l'associazione intensificherà i rapporti con il territorio e con partner globali come la Global Cold Chain Alliance.
In chiusura dell'incontro, il vicepresidente di Assologistica, Umberto Ruggerone, ha ricordato l'efficacia del metodo associativo basato sull'ascolto, sulla creazione di alleanze e sul dialogo politico per trasformare le necessità in leggi concrete. Ruggerone ha evidenziato che senza la catena del freddo la produzione si ferma e si perde, e che l'intera economia collasserebbe senza questo supporto. L'associazione conferma quindi l'impegno a costruire una strategia nazionale dedicata a sostenere investimenti, occupazione e innovazione, offrendo una risposta di sistema unita di fronte a una domanda di servizi a temperatura controllata che è destinata a crescere a livello internazionale.


