ANSFISA firma la prima storica autorizzazione italiana

A metà giugno 2026, l'ANSFISA ha concesso il via libera ufficiale all'HMU214 di Alstom, il primo convoglio ferroviario a idrogeno ad essere autorizzato nel nostro Paese.
Il traguardo è il frutto di una collaborazione strategica avviata nel 2022 che ha visto lavorare in sinergia l'azienda costruttrice, gli istituti di ricerca, i verificatori della sicurezza e gli operatori della rete. Il mezzo prenderà servizio lungo la tratta Brescia-Iseo-Edolo, un'infrastruttura ferroviaria considerata funzionalmente isolata.
Il modello HMU214 si sviluppa partendo dall'architettura "Coradia Stream" di Alstom, la stessa su cui poggiano altri treni già in circolazione sui binari italiani.
L'innovazione principale riguarda il motore: l'energia non viene prelevata dalla linea aerea tradizionale, ma viene generata direttamente a bordo tramite celle a combustibile alimentate a idrogeno e immagazzinata in appositi accumulatori. Progettato per viaggiare esclusivamente in composizione singola, il treno può toccare i 140 km/h ed è dotato di apparati di segnalamento all'avanguardia compatibili con le tecnologie di sicurezza nazionali.
La procedura per ottenere l'omologazione ha seguito i protocolli per i veicoli ferroviari a idrogeno, superando tutte le tappe obbligatorie che includono l'istruttoria preliminare, i permessi provvisori e i successivi collaudi dinamici sui binari. L'iter ha integrato le regole per le reti isolate con specifiche valutazioni dei rischi legati all'uso dell'idrogeno. Poiché l'acquisto dei treni rientra tra i progetti finanziati dai fondi del PNRR, il rispetto della tabella di marcia per l'autorizzazione è fondamentale per raggiungere gli obiettivi temporali dell'Unione Europea, evidenziando il supporto dell'agenzia per la sicurezza verso la mobilità a emissioni zero.
Il raggio d'azione iniziale riguarderà la rete di Ferrovienord all'interno del cosiddetto ramo d'Iseo, che comprende anche il collegamento tra Bornato/Calino e Rovato. Si tratta di un percorso di circa 110 chilometri a binario unico dotato di sistemi di controllo della marcia del treno. Prima di poter accogliere stabilmente i passeggeri, l'entrata in servizio definitiva di questi convogli richiede una fase obbligatoria di monitoraggio e sperimentazione sul campo, oltre al rispetto di tutte le tutele operative definite dai gestori dell'infrastruttura per garantire la massima sicurezza del sistema ferroviario.