Click&Find integra l'anticollisioneIl sistema aftermarket di Mobileye aggiunto al cruscotto dinamico



Molti hanno ancora negli occhi le immagini del rogo di Borgo Panigale del 6 agosto scorso, quando un'autocisterna che movimentava GPL tamponò il veicolo che la precedeva prendendo fuoco. 

La non eccezionalità di episodi del genere e l'alto numero di mezzi in circolazione sulle nostre strade impiegati nel trasporto di materiali nocivi, o comunque pericolosi, per la salute dell'uomo (circa 78.000 autocarri sui 531.500 complessivi) ha indotto Click & Find, primaria azienda in Italia, a sviluppare un cruscotto dinamico e a integrarvi il sistema anticollisione aftermarket di Mobileye

Sono oltre 3.000 le autobotti per la movimentazione di carburante che Click&Find serve con le proprie soluzioni di telecontrollo. L'azienda monitora, previene e corregge i comportamenti scorretti tenuti al volante dai conducenti dei mezzi controllati. 

ACI ha calcolato che l'età media dei veicoli pesanti operativi nel nostro Paese è di 17 anni. Si tratta quindi di mezzi sprovvisti di sistemi di sicurezza attiva, che hanno la loro comparsa all'interno del segmento solo nel 2015  e per taglie superiori alle 8 tonnellate. 

Due condizioni che si intrecciano con le ultime informazioni diffuse da Eurostat, secondo cui nel 2018 è decisamente cresciuto il numero di autobotti con a bordo cherosene, vernici, solventi, a anche GPL, diesel e benzina. Ogni giorno sarebbero 10.000 i veicoli la cui presenza su percorsi autostradali è fonte potenziale di pericolo per gli altri utenti.

"E’ doveroso per chi trasporta merci pericolose gestire i quasi incidenti - ha dichiarato Nicola Zingirian, socio fondatore di Click&Find srl -. Integrando i sistemi anticollisione Mobileye i veicoli dotati del nostro software di telecontrollo possono beneficiare di analisi statistiche sui comportamenti, gestire puntualmente i quasi incidenti e tener traccia delle azioni intraprese nelle differenti aree di rischio".

Grazie al dispositivo anticollisione Mobileye, è ora possibile intervenire alla radice dei crash, perché, come ha aggiunto Zingirian, gli incidenti stradali sono solo "la punta di un iceberg" e "il loro peso statistico è insignificante rispetto a quello delle loro cause".

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