Il futuro dell'export alla decima edizione di SMI

Il pomeriggio di martedì 3 marzo, nell'ambito di
Shipping, Forwarding & Logistics meet Industry (SMI), si terrà l'approfondimento intitolato "Cosa c'è nel Made in Italy: catene di fornitura, componenti del valore, forza dei brand".
La sessione, coordinata da Massimo Marciani dell'osservatorio TCR - Transport Compliance Rating, analizzerà l'evoluzione delle esportazioni italiane e l'impatto della logistica sul valore industriale.
Il programma prevede una prima parte con i contributi di MIMIT, TEHA Group, Brand Finance e Adaci, seguita da un confronto diretto tra imprese come Marcegaglia, Dole Italia, Haribo e Latteria Soresina.
Il dibattito si inquadra in uno scenario economico dove, a fronte di un PIL poco dinamico, l'export si conferma l'unico vero motore di crescita con numeri vicini a quelli tedeschi.
Secondo i dati ISTAT, nel 2025 le vendite all'estero hanno superato i 590 miliardi di euro, segnando un +8% negli Stati Uniti e un surplus commerciale di 35 miliardi. Tuttavia, questa apparente forza nasconde la vulnerabilità di un sistema che delega spesso la gestione dei flussi a terzi attraverso la clausola del "franco fabbrica", perdendo così il controllo strategico sulla distribuzione e sui costi reali.
Per consolidare questi risultati e proteggere le filiere da shock esterni, è necessario un cambio di mentalità che trasformi la logistica da semplice voce di spesa a fattore competitivo essenziale. L'appuntamento per questa decima edizione, organizzata da Alsea, The International Propeller Club e Assologistica, è fissato presso il Centro Congressi Assolombarda di Milano. Gli interessati possono consultare l'agenda aggiornata e procedere all'iscrizione tramite il sito ufficiale di SMI.