Ford rinnova il suo pesante: ecco il nuovo F-Max

Nuovo camion ma immutate ambizioni per l’ultima arrivata fra le Case costruttrici in Europa

 Sono passati sei anni da che alle ‘sette sorelle’ europee del camion s’è aggiunta la Ford Trucks con il suo F-Max, erede del Transcontinental che negli anni Ottanta aveva calcato le autostrade del Vecchio Continente. Oggi si ripresenta, aggiornato nello stile e migliorato nei contenuti. Ma fedele alla politica del prezzo d’attacco. Non è quindi una cabina del tutto inedita: per quella bisognerà attendere il 2028, quando apparirà l’abitacolo studiato e condiviso con il successore dell’S-Way di casa Iveco. Tuttavia, i turchi - perché tale è la nazionalità dell’F- Max, al di là dell’Ovale blu sulla calandra che rimanda al marchio americano - non sono rimasti a guardare mentre il loro pesante via-via conquistava quote di mercato in Europa, specie in Italia dove ne circolano ormai quasi tremila: non è quel 5 per cento a cui ancora puntano, eppure qualche fastidio ai grandi lo stanno dando. Hanno lavorato sull’estetica, dove adesso spicca l’assenza dei retrovisori fisici, sostituiti dalle telecamere posizionate alla base dei finestrini e non sopra ai medesimi, il che consente di prendere meglio la ‘mira’ nei passaggi stretti come i caselli autostradali. Digitale anche il grandangolo sul tetto, che sorveglia tutto attorno al muso. 

L’aerodinamica ringrazia 

Al Cx giova pure la presa d’aria sul radiatore ad aperture variabili (stile MB Actros), il cui compito è anche quello di tenere a regime la tempera- tura del motore per massimizzarne il rendimento. Un parametro che Ford Trucks dichiara vicino a quel fatidico 50 per cento, a cui puntano tutti i diesel moderni. Peraltro il sei cilindri 12.7 Ecotorque Gen 2 ha guadagnato 10 cavalli arrivando a 510, con la coppia massima quasi tutta disponibile da 900 a 1.350 giri al minuto. Il cambio autoprodotto da tempo ha sostituito l’originario Zf Traxon, ha sempre 16 marce, ma ora è in overdrive; il che, abbinato a un ponte sempre made in Ford da 2,31 e a gomme /70, fa trottare il motore ad appena 900 rpm al limitatore. I consumi dichiarati si abbassano così di oltre l’11 mper cento, merito anche del generale alleggerimento del veicolo: una cinquantina di chili li ha persi il solo motore, altri interventi qua e là hanno fatto il resto. Tuttavia l’F-Max non è strutturalmente un peso piuma, essendo concepito anche per i mercati a est della Turchia; prova ne sia che i longheroni possono arrivare a spessori di 10 millimetri: roba da mezzi d’opera, qui da noi! 

All’interno spicca il nuovo cockpit con strumentazione digitale da 12 pollici, che fa il paio con il display da 12,4 dell’infotainment. Il volante ben regolabile non ne pregiudica mai la visione e ora c’è in più l’assistenza elettroidraulica regolabile in tre diverse modalità, che porta in dote pure l’assistenza attiva al mantenimento della traiettoria come della corsia di marcia. È solo uno degli Adas disponibili sull’F-Max che si mette così alla pari dei migliori competitor. Resta la piccola protuberanza del tunnel motore, ma non è quasi percettibile. Invece, i monitor delle retrocamere (quello destro più dimensionato) non sporgo- no quasi dai massicci montanti.