Consegna Man a Koinè

Ecco i primi due esemplari di eTgx che andranno in serivizio per la S. Pellegrino

Dovunque c’è acqua in movimento, c’è energia. Lo sapevano i nostri antenati che hanno inventato i mulini, lo dimostrano ancora oggi le centrali idroelettriche. E lo sa Paolo Toccafondi, patron (sarebbe amministratore, ma dato il suo passato calcistico al Prato e al Livorno...) della Koinè, quella dei camion tutti rossi, che è uno dei principali vettori italiani della S. Pellegrino, gruppo Nestlé.
L’acqua, naturalmente ma anche e soprattutto ‘frizzantemente’, è quella da trasportare dallo stabilimento dell’omonimo paese della val Brembana giù verso gli hub appena fuori Bergamo, uno della Koinè e l’altro della Nestlé. L’energia è quella che serve per alimentare i ca- mion elettrici che proprio oggi la Man Italia con- segna in pompa magna all’azienda della fami- glia Toccafondi. I primi due, almeno. Perché il Paolino, come lo chiamavano quando al Prato 
ci giocava da semiprofessionista, ci vede lungo. Nel suo magazzino, che sarà operativo già dall’anno prossimo, ha installato un impianto fotovoltaico da 700 kW che servirà proprio ad alimentare i due eTgx, tramite colonnine Moon. Un progetto pilota che si prevede di espandere entro il prossimo biennio fino oltre i tre mega- watt (quadruplicando la supeficie utile), sufficienti ad alimentare 20 camion a batterie nel- l’arco delle 24 ore. E non finisce qui, perché è già stata opzionata un’area adiacente per un’ulteriore crescita dell’energia autoprodotta e delle ‘utenze’ su ruote, cioè 50 camion elettrici! 

Coraggio o follia? 

La risposta la darà il prossimo anno di esercizio. Certo che se vogliamo davvero svoltare la mobilità in modo sostenibile, da qualche parte si dovrà cominciare, e la Koiné non solo lo sta facendo in modo molto pragmatico. Non da oggi, ma fin dal 2019, quando ha sposato la causa dell’Lng (metano liquido) e poi ha proseguito con l’Hvo (bio-diesel), per una flotta di quasi duecento trattori stradali riconoscibili da sempre per la livrea ‘rosso integrale’ a cui stavolta non s’è sottratto neppure il marchio Man, tant’è che il Leone di Monaco campeggia sulla mascherina con uno sfondo... rosso (l’originale è nero). L’investimento su mezzi che costano oltre il doppio di quelli tradizionali è stato totalmente autofinanziato, la S. Pellegrino ci ha messo un con- tratto di trasporto ‘rinforzato’ per tenere fede alle proprie linee guida, che vedono in Italia due terzi della produzione viaggiare sì su gomma, però con oltre la metà dei camion alimentati con Lng e bio-Lng, il resto della movimentazione se lo suddividono navi e treni. A proposito di intermodalità, nel deposito bergamasco della Koiné sarà riattivato il binario interno che sposterà direttamente su rotaia le merci in uscita. Quando si realizzerà l’intero progetto: camion elettrici, più energia totalmente rinnovabile, più treno si realizzerà davvero un trasporto a emissioni zero. Traguardo ragionevole se si considera che i camion salgono a San Pellegrino (358 metri sul livello del mare) a vuoto e scendono verso Bergamo a pieno carico: 44 tonnellate e 150 metri di dislivello che valgono quasi uno sbarramento idroelettrico, solo che qui l’acqua è imbottigliata. Il turbogeneratore è lo stesso motore elettrico dei Man, che in discesa va a ricaricare parzialmente i 480 chilowattora (netti) delle sei batterie di trazione di ciascun eTgx, alleggerendo così il prelievo dall’impianto del deposito. Geniale e, sulla carta, fattibile. Poi, fra il dire e il fare c’è di mezzo tanta altra acqua, ma Toccafondi lo sa. E intanto ci scommette del suo. 

(descrizione)